«Soprintendenze e ministero dei beni culturali agiscono "contro natura" dando il via libera alle demolizioni dei monumenti danneggiati dal sisma in Emilia-Romagna». E' il j'accuse dell'associazione Italia Nostra, che punta il dito contro le «strutture statali di tutela e salvaguardia» dei beni culturali, accusate di aver «subito dimostrato, quasi agendo contro natura, un'inedita disponibilità ad autorizzare o tollerare demolizioni» di monumenti. A parlare cosi è Elio Garzillo, ex sovrintendente e direttore regionale dei Beni culturali in Emilia-Romagna. «Non hanno convinto gli altri e non hanno agito in proprio - attacca Garzillo - non hanno preso le attese decisioni responsabili finalizzate alla salvaguardia del patrimonio, mettendo in atto interventi di messa in sicurezza come quelli fatti a Reggio Emilia dopo il terremoto del 1996». Per l'ex sovrintendente si sarebbe dovuto procedere con «imperniature, fasciature, incollature e incatenature», di certo non con le demolizioni e nemmeno con le puntellature, come fatto a L'Aquila. «Le soprintendenze in questi giorni fanno sopralluoghi utili ma inefficaci- insiste Garzillo- perché sono strutture depotenziate». Della stessa idea è anche Giovanni losavio, ex presidente nazionale di Italia Nostra.