Sarà un'impresa difficile, lunga, complicata, con qualche rischio. Ma necessaria. Stamattina inizia il salvataggio del campanile della basilica di Santa Barbara, mutilato della sua lanterna a seguito della scossa delle 13 del 29 maggio. La sommità della torre cinquecentesca rovinò nella piazzetta sottostante, sul Corridoio del Pozzo, sbrecciando le cornici, spaccando le balaustre. Da quel momento il corpo della cupola è in bilico sulla basilica e la Galleria della Mostra. Oggi in prima linea c'è il nucleo speciale dei vigili del fuoco di Aosta che si sono specializzati sui monumenti del'Aquila: sette uomini che a 44 metri d'altezza (con la lanterna il campanile raggiungeva i 54) metteranno in sicurezza il tamburo porticato, le colonne, la cupola costolata. Un tempietto alto 11 metri. L'operazione è stata studiata e predisposta nei minimi dettagli ieri, in una sorta di studio all'aperto, in piazza Castello su un tavolone di compensato fra una serie di planimetrie, e sezioni del campanile. Con i vigili del fuoco l'architetto Marco Fasser della sovrintendenza dei beni architettonici e l'imprenditore edile Giuliano Leali che conoscono perfettamente la torre architettata da Giovanni Battista Bertani per conto del duca Guglielmo: la restaurarono nei primi anni Novanta. «È bellissima e strutturalmente perfetta, costruita a regola d'arte. È un poco storta? Lo era da prima, ve lo assicuro». Leali ci invita a lasciare piazza Castello dov'è già posizionata una gru gigantesca. Per raggiungere e operare in sincrono attorno al corpo della cupola bertaniana ne serviranno due, una con un braccio di almeno 110 metri. I vigili del fuoco lavoreranno nei cestelli. Il progetto: infilare dei sostegni sotto le serliane del portico (architravi e archivolti), avvolgere sulla cironferenza di 25 metri cerniere e puntelli . Quasi una ingessatura. Da stamattina tutti gli "esterni" di Palazzo Ducale saranno sigillati. I tecnici la chiamano "inibizione totale". Niente pubblico, niente curiosi. Piazze e cortili deserti, asettici, per garantire sicurezza e precisione durante le manovre che potrebbero durare parecchio tempo. Tutto dipende dalle complicanze che gli operatori troveranno lassù, dopo un'ulteriore constatazione. Altri sopralluoghi erano avvenuti nei giorni scorsi, sempre con l'ausilio di gru e cestelli. Molto complesso il posizionamento delle gru. La prima è riuscita a passare dalla Porta di Castello (piazza Sordello). Gli ingressi alla corte gonzaghesca non sono funzionali alle macchine moderne. Buone notizie dalla basilica, restaurata dall'architetto Giovanni Mori. Nessuna lesione.