Alemanno: come per il Colosseo. Duecentomila euro per il restauro degli stucchi PER ristrutturare Fontana di Trevi c'è bisogno di uno sponsor. Ancora una volta, proprio come a gennaio era accaduto per il Colosseo, il sindaco Alemanno spera in uno sponsor per risollevare le sorti di un altro capolavoro della città che, sabato sera, ha cominciato a perdere pezzi. Alcuni frammenti, foglie di alloro, si sono infatti staccati da uno dei capitelli del cornicione nella parte sinistra della fontana, quella che si affaccia su via dei Crociferi. La parte destra della fontana hanno assicurato gli addetti ai lavori al terzo sopralluogo sta meglio. Sul lato sinistro è già stato montato un ponteggio alto 4 metri e mezzo con mantovana. Lo stesso accorgimento verrà attuato sull'altro lato. Ieri mattina, i tecnici della sovrintendenza capitolina hanno quantificato il danno: duecentomila euro per otto centimetri di "crollo". A questi si dovrà aggiungere il costo del restauro vero e proprio, ancora in fase di stima. La pioggia e la neve dell'inverno appena trascorso, «e il vento del nord che batte quella parte» sono le cause, secondo il sovrintendente ai Beni Culturali Umberto Broccoli, del distacco. Oltre al maltempo c'è di più. Secondo Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco «sul danno alla Fontana di Trevi, purtroppo, paghiamo e continuiamo a pagare il non aver investito in questi anni in manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri beni culturali per cui, a prescindere dai terremoti, ogni tanto qualcosa viene giù. Mi dispiace molto, ma mi stupisce poco». A rincarare la dose sulla situazione drammatica che vive il patrimonio artistico capitolino è Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: «stavolta è la Fontana di Trevi, la settimana scorsa era stato l'Acquedotto Claudio a Porta Maggiore, pochi giorni prima era crollata una parete del Ludus Magnus e tre settimane fa l'intonaco della Chiesa di San Pietro in Vincoli. Dopo i ripetuti distacchi al Colosseo ce n'è quanto basta per dire che c'è un vero e proprio allarme per i nostri beni monumentali più importanti». Oggettive criticità si sono mescolate, nel day after il cedimento nel cuore della città, alle critiche alla mala gestione e manutenzione dei monumenti. «Fontana di Trevi sta crollando, ma Alemanno invece di pensare al restauro ha in testa solo quale sponsor da coinvolgere in questa operazione finanziaria attacca il segretario romano del Pd, Marco Miccoli Dopo il flop della ristrutturazione del Colosseo, che ancora deve partire, siamo davanti ad un nuovo bluff del peggior sindaco che Roma abbia mai avuto. Pensi ad amministrare meglio le casse del Campidoglio». O almeno, incalza Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori che «la sponsorizzazione del restauro sia affidata secondo le norme previste dal decreto semplificazioni, che dovrebbero garantire la trasparenza necessaria nell'assegnazione dei lavori ed evitare il pasticcio avvenuto col Colosseo. L'intervento privato deve compiersi al riparo da ogni sospetto di svendita fittizia del patrimonio o di rinuncia passiva alla sua gestione».