Coinvolti funzionari pubblici, amministratori e imprenditori accusati di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione e concussione Un "club dei pubblici appalti", fatto di politici, tecnici pubblici e imprenditori edili, che lavoravano di comune accordo per pilotare le gare d'appalto in modo che fossero vinte sempre dalle stesse ditte. Oggetto delle attenzioni del club, almeno una decina di gare d'appalto nel periodo tra il 2010 e il 2012, per un valore complessivo di diverse decine di milioni di euro. Questa, secondo la ricostruzione della procura della Repubblica, l'attività criminale portata avanti, con diverse responsabilità, dai 23 arrestati nel quadro dell'operazione Untouchables, 11 dei quali sono finiti in carcere e gli altri agli arresti domiciliari. Tra i destinatari dei provvedimenti funzionari pubblici e imprenditori. Nel mirino lavori edili e stradali assegnati ad un ristretto numero di imprese. Sono accusati di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione e concussione. Tuttavia gli inquirenti non specificano quali, tra gli arrestati, sono gli accusati di associazione a delinquere e di ogni altro singolo reato. In carcere: Roberto Riccomi, nato a Buggiano (Pistoia) il 22 maggio 1954. Marcello Evangelisti, nato a Pistoia il 6 marzo 1949. Paolo Mazzoni, nato a Pistoia il 28 gennaio 1947. Giordano Rosi, nato a Pescia (Pistoia) il 28 gennaio 1947. Roberto Vescovi, nato a Lamporecchio (Pistoia) il 5 aprile 1944. Paolo Conti, nato a Montecatini Terme (Pistoia) il 15 settembre 1949. Franco Fambrini, nato a Pescia (Pistoia) il 30 agosto 1957. Mauro Filoni, nato a San Marcello il 30 aprile 1960. Angiolo Orsi Spadoni, nato a Montecatini Terme il 30 gennaio 1961. Roberto Mannelli, nato a Bagno a Ripoli (Fi) il 4 dicembre 1956. Riccardo Ponticelli, nato a Pistoia il 20 maggio 1954. Agli arresti domiciliari: Riccardo Gaddi, nato a Pisa il 22 dicembre 1958. Michele Vescovi, nato a Firenze il 6 settembre 1967. Cristian Giovanni Diddi, nato a Pistoia il 18 novembre 1979. Amos Chelucci, nato a Pistoia il 27 giugno 1957. Patrizia Natalini, nata a Pistoia il 15 luglio 1957. Riccardo Vespignani, nato a Pistoia il 29 dicembre 1957. Alessandro Ponticelli, nato a Pistoia il 27 luglio 1959. Francesco Flori, nato a Pistoia il 6 gennaio 1964. Vincenzo Guarino, nato a Prato il 5 agosto 1967. Stefano Meoni, nato a Pistoia il 18 novembre 1959. Paolo Tondini, nato a Pistoia il 27 febbraio 1959. Carlo Alberto Diddi, nato a Pistoia il 1 novembre 1932. Tra gli appalti finiti nel mirino degli investigatori, quello per la realizzazione della cosiddetta Quinta Porta (un grande sottopasso a sud della stazione di Pistoia), inaugurata due anni fa e costata oltre 12 milioni di euro; oppure il restauro dell'ex "cattedrale", un grande capannone industriale (importo circa 3 milioni di euro) trasformato in spazio espositivo; o ancora, diverse rotatorie sulle strade comunali di Pistoia; l'intervento di contenimento di una frana nel Comune di Piteglio; la realizzazione di parcheggi nel Comune di Abetone; il rifacimento del letto del torrente Pescia. Le indagini hanno portato ad effettuare controlli agli uffici tecnici dei Comuni di Pescia, Pistoia, Abetone, Piteglio e Sambuca e dei Consorzi Ombrone Bisenzio e Padule di Fucecchio. Alla conferenza stampa svoltasi in tarda mattina alla procura di Pistoia sono stati aggiunti alcuni particolari al quadro già noto. Secondo il procuratore vicario Giuseppe Grieco, l'indagine sul "club" è una novità assoluta per Pistoia, dove finora indagini e processi su casi di mazzette nella pubblica amministrazione non avevano sfiorato ruoli politico-amministrativi. Dalle indagini è emerso "un'organizzazione ramificata con forte presenza sul territorio, capace di guidare l'aggiudicazione degli appalti favorendo le aziende del gruppo, grazie anche alla capacità di influenzare nomine in commissioni tecniche e anche in ambiti politici". Appostamenti prima e intercettazioni telefoniche e ambientali poi hanno consentito alla Digos di Pistoia di trovare tracce di frequentazioni sicuramente esorbitanti i normali rapporti professionali. Non solo: secondo la procura le gare d'appalto venivano spesso attribuite non in base al criterio dell'offerta più bassa ma di quella economicamente più conveniente; inoltre spesso si ricorreva alla variante in corso d'opera quale strumento per aggirare la normativa in materia di contratti pubblici. Le intercettazioni secondo la procura hanno consentito di appurare l'esistenza di un sistema per la gestione e la spartizione degli appalti pubblici: le aziende beneficiate rimuneravano poi in vario modo i funzionari pubblici. Il sindaco: "Esisteva già un'indagine interna". Abbiamo iniziato a ricostruire l'intero quadro degli appalti che le imprese interessate dall'inchiesta si sono aggiudicati, sono in tutto 18 i lavori aperti in questo momento, consegneremo questo nostro lavoro di ricognizione alla Procura della Repubblica". Lo ha detto oggi pomeriggio il sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli. Il sindaco ha aggiunto che "sulla gestione degli appalti pubblici esisteva già un'indagine interna amministrativa, che nasceva da una segnalazione del collegio interno presieduto dal segretario generale e che io, avendola ereditata, fin dal primo giorno ho chiesto di generalizzare, estendere e velocizzare, tant'è che noi eravamo nelle condizioni, già in questa settimana di concludere questa fase di lavoro interno e di consegnare tutto, per quanto di competenza, alle autorità preposte". "Naturalmente - ha concluso il sindaco -, anche questa indagine, per il punto a cui è, la consegneremo immediatamente alla Procura della Repubblica". La Provincia: "Timori per i lavori iniziati". "Si tratta di una vicenda che ci turba profondamente e insieme desta forte preoccupazione. Abbiamo piena fiducia nell'attento e scrupoloso lavoro della magistratura, offrendo la massima collaborazione e trasparenza per la conclusione delle indagini in corso, affinchè si possa al più presto far luce sui reati e sulle responsabilità imputate". Così la presidente della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni, in merito agli arresti effettuati stamani a Pistoia per appalti truccati. "Ci auguriamo che la vicenda non abbia ripercussioni sulla conclusione di importanti progetti in via di realizzazione - prosegue - e, soprattutto, sulle tante realtà occupazionali delle aziende interessate. Per quanto riguarda l'ex funzionario provinciale coinvolto, si tratta di un dirigente già in pensione da tempo, attualmente con un incarico tecnico per le opere inerenti i mondiali di ciclismo del 2013. In questo senso, in attesa di conoscere gli sviluppi delle indagini, mi preme fin da adesso rassicurare che non ci sarà nessuna battuta di arresto: i nostri tecnici, infatti, sono direttamente coinvolti in ogni fase progettuale ed esecutiva delle opere oggetto dell'evento". All'operazione "Untouchables" ha collaborato personale della Direzione centrale polizia di prevenzione e dalle Digos delle questure di Firenze, Prato, Lucca, Pisa, Massa e del Reparto prevenzione crimine Toscana e, nelle perquisizioni della Guardia di Finanza di Pistoia. Le indagini su amministratori, funzionari pubblici e imprenditori ritenuti responsabili di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta per diversi appalti pilotati negli ultimi anni in tutta la provincia di Pistoia, hanno consentito anche di ipotizzare il reato di concussione in relazione ai contributi versati per il "Festival Blues" di Pistoia del 2011. Secondo gli inquirenti, infatti, le sponsorizzazione venivano richieste e pretese dal dirigente del servizio lavori pubblici del Comune di Pistoia in misura percentuale sull'ammontare dei lavori edili e stradali che egli aveva fatto ottenere agli imprenditori privati, i quali dovevano aderire a tali richieste per poter ottenere in futuro ulteriori lavori dall'amministrazione locale.
Il Tirreno
11 Giugno 2012
TOSCANA - Aste truccate: lavori edili e stradali, 23 arresti
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