Servono personale tecnico e operai specializzati «Dopo i crolli avvenuti la Domus Aurea mostra la criticità più evidente». La Domus Aurea, il Colosseo, le Mura Aureliane, l'acquedotto Felice, adesso anche la Fontana di Trevi. Esiste un'emergenza per i monumenti della Capitale? «Posso rispondere solo per quel che riguarda gli ambiti di mia competenza». Luigi Malnati è il direttore generale per le antichità del ministero per i Beni culturali. «Ritengo che ci sia innanzitutto un problema di ordinaria manutenzione dei monumenti e delle aree archeologiche che si è aggravata a seguito della carenza di personale di ruolo e di fmanziamento. Colpa dei tagli? «I finanziamenti si sono progressivamente ridotti. Oggi tutte le soprintendenze destinano la totalità dei fondi alla messa in sicurezza a danno degli scavi e della ricerca. Ma quel che manca è il personale tecnico, scientifico e operaio specializzato che faceva una manutenzione continua e diretta». E' sparito del tutto? «E' ridottissimo, almeno per le soprintendenze archeologiche. La conseguenza è che tutti lavori, anche quelli ordinari, vengono affidati all'esterno. E non è buona prassi perché gli interventi non possono avvenire tempestivamente. Pensiamo soltanto al diserbo delle aree archeologiche o ad altri interventi di ripulitura: prima rientravano nelle spese ordinarie adesso sono necessarie gare per assegnare i lavori, il che comporta tempi molto più lunghi». La discontinuità della manutenzione aumenta il rischio dei crolli? «Diciamo che c'è un maggiore rischio di usura da quando la manutenzione ordinaria è meno agile. Prima c'era la squadra che poteva intervenire con tempestività, ad esempio, su un cornicione che si stava staccando, che eseguiva controlli con costanza e regolarità. Oggi questo non accade». Qual è a suo parere il monumento della Capitale più a rischio? «Ritengo che dopo i crolli avvenuti la Domus Aurea mostri la criticità più evidente. I monumenti e le aree archeologiche romane sono molte utilizzate e dunque più esposte all'usura. Per questa ragione sono necessari più controlli e sarebbe preferibile affidarli a personale interno». E il Colosseo? «Lì non si sono verificati crolli come quelli della Domus Aurea. In monumenti come questo può succedere: è visitato da centinaia di migliaia di persone, ha subito svariati restauri nei secoli. Piccoli frammenti di intonaco possono staccarsi. Per compiere al meglio la manutenzione bisognerebbe chiudere a rotazione interi settori del monumento». Smog, traffico o manutenzione carente: cosa inette maggiormente in pericolo i monumenti? «E' un concorso di fattori. Certo una grande area archeologica isolata dal traffico sarebbe un grande beneficio. Non bisogna sottovalutare inoltre l'usura da visitatori e contro questa non si può fare nulla. Il turismo di massa comporta grandi numeri e un utilizzo delle aree non sempre adeguato. Bisognerebbe puntare su un turismo qualitativamente avanzato e su offerte diversificate a secondo del pubblico».
ROMA - Mancano soldi per la manutenzione Malnati, direttore per le Antichità del Mibac
Il direttore generale per le antichità del ministero per i Beni culturali, Luigi Malnati, ha espresso preoccupazioni sulla manutenzione dei monumenti della Capitale. Secondo di lui, la carenza di personale e di finanziamenti ha aggravato la situazione, con la conseguenza che i lavori di manutenzione vengono affidati all'esterno, aumentando i tempi e la discontinuità. Ciò aumenta il rischio di crolli e usura. Malnati ha menzionato la Domus Aurea come il monumento più a rischio, ma ha anche sottolineato che il Colosseo, nonostante non abbia subito crolli, è comunque soggetto a problemi di manutenzione a causa del traffico e del turismo di massa.
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