VENEZIA Uffici senza carta per le fotocopie, organici ridotti all'osso, personale ancora precario dall'anno del Giubileo. Si è trasformata in un sit-in con coro di fischi e richiesta immediata di un confronto col ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani la posa della prima pietra, ieri, del cantiere delle Grandi Gallerie dell'Accademia. Una trentina di lavoratori dei musei e delle sovrintendenze hanno accolto il ministro con un coro di fischi, terminati solo alla consegna di un documento firmato da Cgil-Cisl e Uil con tutte le richieste dei lavoratori. Drammatica la fotografia scattata: difficoltà nel pagare le bollette di luce, acqua e gas, missioni nei quattro angoli del Veneto a spese proprie e cronica carenza di organico (spes-so precario) nei musei cittadini. E gli scarni dati dei finanziamenti ministeriali non lasciano spazio all'immaginazione: la sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e laguna si è passati da 350 mila euro nel 2003 a 120 mila lo scorso anno, una scure che ha decurtato il budget delle spese vive. Così i lavoratori dei Beni Culturali, riuniti sotto le insegne dei sindacati confederati, hanno conse'gnato a Urbani, al momento del suo arrivo all'Accademia, un documento che richiedeva impegni precisi per l'ampliamento dell'orario lavorativo degli Atm precari, assistenti tecnici museali e un adeguamento degli stipendi per l'orario allungato. Secondo i lavoratori la ripartizione dei fondi si abbatte in modo grave sugli uffici che non hanno più nemmeno la carta per le fotocopie. «Capisco, - ha risposto Urbani - il turn over è bloccato, il viceministro che mi hanno assegnato, Antonio Martuscello, si occuperà proprio di questo. Quanto ai lavoratori del Giubileo, sono stati assunti quando c'era la necessità, non la previsione di assunzioni. La mia generazione aveva come obiettivo il tempo indeterminato. Questa no, purtroppo. Da parte mia sto lavorando per trasformare i contratti a tempo determinato in indeterminato». Alle richieste dei lavoratori, che a visita conclusa l'hanno preso da parte per un colloquio su tutte le richieste, il ministro ha opposto un'unica certezza: il 30 dei fondi del Lotto sono stati destinati alle spese di funzionamento, per far riavere a sovrintendenze e musei gli stessi finanziamenti dello scorso anno. Quanto al resto, nessuna risposta concreta: dall'aumento dei salari all'ampliamento degli organici. Se infatti Grandi Gallerie vorrà dire per forza di cose anche maggiori assunzioni, per il ministro l'unico modo per assumere «è affidarsi a una fondazione: contattare le fondazioni bancarie o crearne una ad hoc. Speravo di poter contare sui fondi di Arcus per le spese di gestione ma sono fondi destinati all'investimento». Che le sovrintendenze non navighino in buona acque è provato da casi come il Museo archeologico di Altino, aperto con soli 6 dipendenti alcuni dei quali da due anni rinunciano alle ferie per tenere aperta. Ma anche qui, Urbani avverte: "Serve una fondazione. È comunque allo studio un provvedimento per dare respiro agli scavi e al museo». Quanto alle Gallerie (nella composizione attuale) sono 24 le sale su cui vigilare: «In totale ci lavorano 52 persone spiega Edoardo Radolovich della Uil - ne mancano 10». Ma non ci sono problemi di sicurezza secondo la sovrintendente per il Polo Museale Giovanna Nepi Sciré: «In caso di necessità - spiega - abbiamo la facoltà di avvalerci di personale associato a cooperative, inoltre le Gallerie garantiscono la massima tutela sia sul piano del personale che delle moderne tecnologie di controllo». Il rovescio del grande cantiere è la penuria di forze e fondi. Non sono ancora stati restaurati, ad esempio, le statue del Redentore, il capitello di Palazzo Ducale e quello di Castello a distanza di oltre 8 mesi dalle martellate che li hanno deturpati.
Musei senza carta, i lavoratori fischiano Urbani
A Venezia, un gruppo di lavoratori dei musei e delle sovrintendenze ha organizzato un sit-in per richiedere un confronto con il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. I lavoratori hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo alle condizioni di lavoro, alle carenze di organico e alle scarse risorse finanziarie. Il ministro ha risposto che sta lavorando per trasformare i contratti a tempo determinato in indeterminati e per aumentare gli stipendi, ma non ha fornito alcuna risposta concreta alle richieste dei lavoratori. I lavoratori hanno anche espresso preoccupazioni riguardo alla mancanza di fondi per il restauro delle opere d'arte e per la manutenzione dei musei.
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