PALERMO. «Ho un profondo rispetto per le rappresentanze sindacali, che in particolar modo nella vicenda catalogatori hanno dimostrato coerenza e linearità, per questo resto sorpreso da un tentativo ingeneroso di individuazione di responsabilità». Questo il commento dell' assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata sulla vicenda dei catalogatori. «L'amministrazione dei Beni Culturali a partire dal suo vertice ha lavorato con serietà per il nuovo progetto di catalogazione, che allo stato sta registrando una fase di stand by imprevista. Situazione causata dalla paradossale volontà di un gruppo di stessi catalogatori, i quali, rivolgendosi al Tar per una questione (la loro tipologia contrattuale) che poteva essere risolta in breve e in sede amministrativa, se fosse stata fondata, hanno preferito proporre ricorso e sospensiva, ipotesi che se malauguratamente concesse, otterrebbero lo "splendido" risultato di bloccare le prospettive occupazionali per tutti, ad iniziare dai ricorrenti stessi ed in modo definitivo». Granata replica anche al comunicato stampa di alcune sigle sindacali, con il quale viene addirittura chiesta «la rimozione del dirigente generale dell'assessorato». Granata conclude manifestando la convinzione «che la vicenda possa essere felicemente risolta, in quanto le motivazioni addotte a sostegno della richiesta di sospensiva sono realmente fragili, ma qualora ciò accadesse, le responsabilità sarebbero da ricercare esclusivamente all'interno del gruppo dei catalogatori, in difesa dei quali ho sempre speso tutto me stesso anche a costo di una buona dose di impopolarità». Granata ha poi annunciato «un testo unico dei Beni culturali, un supporto legislativo che elimini lentezza burocratica e ritardi gestionali e favorisca un percorso fondamentale non solo per l'economia, ma soprattutto per la cultura della nostra Regione». Per Granata «il metodo di organizzazione della custodia, i luoghi classici di spettacolo, la responsabilizzazione delle fruizioni, l'organizzazione delle strutture dei musei e la nuova capacità di sintesi tra ricerca culturale e managerialità saranno alla base del testo unico». «Quelli che si ostinano a vedere il bicchiere mezzo vuoto - ha concluso l'assessore -sembrano non occuparsi dei siti riconsegnati a centinaia alla fruizione grazie anche alla professionalità dei soprintendenti». E ha ricordato come al recente congresso degli assessorati alla Cultura «la Sicilia su otto premi ne ha vinti due, cosa impensabile fino a qualche tempo fa. Ma questo non ci basta, perché grazie alla competenza esclusiva dobbiamo diventare un esempio per il resto del Paese».