Nell'area ex Cerdec la proprietà accetta l'accordo Comune-cittadini A VOLTE vince il dialogo. E il risultato è che un'area industriale cede il passo a case, giardini e una piazza. E' l'accordo della ex fabbrica Cerdec, quasi 3 ettari tra via Ricci, via Petraia e via Giuliani, che sotto la forma di una convenzione riceverà oggi l'okay del consiglio comunale. Vincono il parroco don Paolo Aglietti, il farmacista e i comitati dei cittadini riuniti nell'Osservatorio di Castello. E vince anche Palazzo Vecchio che, con l'assessore all'urbanistica Titta Meucci, riesce per una volta a trovare un'intesa con un comitato. Perché la proprietà, cioè la Cooperativa Edilizia Castello, accetta di soprassedere e, per la fabbrica chiusa da oltre 15 anni, si riapre un futuro. Siamo solo al primo passo: alla convenzione tra Comune e proprietà, di per sé non ancora giuridicamente cogente, dovrà seguire il vero e proprio piano di recupero e il conseguente iter urbanistico. La vittoria del dialogo però c'è già: situati tra via Ricci, via Petraia e via Reginaldo Giuliani, i 26mila metri quadrati della ex Cerdec, insediamento produttivo che risale agli anni Sessanta, ancora pochi mesi fa erano votati ad un destino tutto industriale: «Era ormai in fase di rilascio il permesso a costruire, perché era loro diritto in base alle previsioni urbanistiche del piano strutturale», spiega l'assessore Meucci. Ma era proprio questo il problema. La ex fabbrica che oggi si spinge ad un'altezza massima di 8 metri, avrebbe lasciato il posto ad una costruzione per 50mila metri cubi alta fino a 11,40 metri. «Progetto inaccettabile » per i residenti di Castello e anche per i circoli Pd e Sel: com'è possibile avere uno scatolone di cemento del genere ai piedi delle colline sormontate dalle ville medicee, appena sotto villa Corsini e poco lontano da Villa Petraia? Non è possibile, era stata la sentenza dell'Osservatorio di Castello, preoccupato anche per una viabilità fatta di stradine già oggi ingolfate. «E' in questa fase che sono partiti gli incontri. E approfittando di una situazione economica difficile siamo riusciti a costruire un accordo», racconta la responsabile dell'urbanistica. Un accordo che suona così: i privati non ritirano il permesso a costruire e l'amministrazione s'impegna a cambiare la destinazione e a prevedere un insediamento residenziale. In pratica, pressati da Osservatorio e Comune, i proprietari accettano di diversificare l'investimento e di rimodularlo attraverso il futuro piano di recupero: «E' questa la strada per la quale siamo riusciti a trovare un accordo su un'area industriale inserita in una zona senza dubbio delicata dal punto di vista paesaggistico», dice l'assessore Meucci. Che non esita a definire la convenzione risultante «un esempio di dialogo virtuoso». Che ne verrà fuori? Da anni i residenti chiedono che la ex fabbrica lasci il posto ad una piazza, che oggi nel borgo di Castello non esiste. E chiede anche che ci siano degli spazi verdi. E non è un caso se il presidente della commissione urbanistica Mirko Dormentoni (Pd) parla di «recupero sostenibile». E propone un emendamento per chiedere alla giunta di valutare «l'opportunità di ridurre la superficie da trasformare rispetto a quella attuale». In pratica, non volumi zero, ma volumi sotto zero. E, in vista della discussione del futuro piano di recupero, propone anche «la realizzazione di spazi o funzioni pubbliche » nonché di una «fascia di rispetto sul confine di Villa Corsini ».
FIRENZE - I comitati abbassano il casermone
Il Comune di Castello ha raggiunto un accordo con la Cooperativa Edilizia Castello per la destinazione di un'area industriale ex Cerdec. La convenzione prevede che la proprietà accetti di soprassedere e che il Comune cambi la destinazione dell'area per inserirla in una zona residenziale. Il progetto prevede la costruzione di case, giardini e una piazza. L'accordo è stato raggiunto grazie al dialogo tra il Comune, la proprietà e i comitati dei cittadini. L'assessore all'urbanistica Titta Meucci ha definito l'accordo un esempio di dialogo virtuoso. Il piano di recupero e l'iter urbanistico seguiranno, ma per ora la vittoria del dialogo è già stata raggiunta.
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