Venezia. A sopperire la carenza di finanziamenti per le spese delle Soprintendenze ci penserà il gioco del Lotto. Ieri pomeriggio, il ministro Giuliano Urbani ha ricevuto alle Gallerie dell'Accademia una delegazione composta di rappresentanti delle organizzazioni Cgil, Cisl e Uil di Venezia e ha assicurato che il 30 per cento del Lotto servirà per finanziare, attraverso progetti mirati ali operatività degli uffici, le carenze lamentate dal soprintentende Guglielmo Monti, che nei giorni scorsi ha chiesto ai suoi dipendenti di moderare le telefonate e di risparmiare sulle missioni e sulle ispezioni. Per la prossima Finanziaria verrà invece presentato un piano di sviluppio generale per incrementare le risorse del Ministero dei beni culturali. Risposte che i sindacati - ieri protagonisti di un sit-in davanti alle Gallerie - hanno gradito in parte. Al centro delle richieste dei manifestanti, infatti, c'era non solo la garanzia di maggiori risorse ai territori, visto che attualmente il taglio dei finanziamenti da parte del Governo ha messo le Soprintendenze in una situazione di grande precarietà, ma anche la stabilizzazione del personale precario da cinque anni (i cosiddetti giubilati e gli assistenti tecnici museali) e la necessità di riqualificare il personale. Su questo punto il ministro è stato categorico: il blocco delle assunzioni c'è perché i conti dello Stato non permettono sbilanciamenti ma i precari in sostanza non saranno licenziati. -Vigileremo se le promesse fatte corrisponderanno a realtà-, ha affermato Massimo Grella di Cisl Fps. E se non verranno intrapresa interventi strutturali i sindacati annunciano una mobilitazione e l'eventuale chiusura di qualche museo dopo una certa ora per mancanza di personale.
I tagli alle Soprintendenze. Le bollette e le spese le pagherà il Lotto
Il ministro Giuliano Urbani ha ricevuto una delegazione di rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Venezia e ha assicurato che il 30% del Lotto servirà a finanziare le carenze delle Soprintendenze. Il ministro ha anche promesso di presentare un piano di sviluppo generale per incrementare le risorse del Ministero dei beni culturali. I sindacati hanno richiesto maggiori risorse per i territori, la stabilizzazione del personale precario e la riqualificazione del personale. Il ministro ha affermato che il blocco delle assunzioni è dovuto alle difficoltà economiche dello Stato, ma ha promesso che i precari non saranno licenziati.
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