Cosolini: Comune, Provincia e Regione dovranno intervenire. Lanci: al ministero non più il 75 ma metà degli incassi. Camber: si paghi l'ingresso al parco. Lega: basta Roma, il castello al Municipio eri notte solo luci di sicurezza interne a Miramare, tanto per non far spaventare troppo i custodi che presidiano il castello. Per il resto, fari spenti, dopo la drastica decisione del soprintendente Luca Caburlotto di segnalare così, a lanterne morte, l'improvviso annullamento di finanziamenti da parte del ministero. La notizia ha scatenato una bufera. «Prenderemo tutte le iniziative per far ripristinare il denaro - scandisce il sindaco Roberto Cosolini -, negarli è scandaloso. Parliamo di ripresa? Se chiudiamo anche i luoghi visitati dai turisti stranieri, non ne avremo nemmeno l'ombra. Comune, Provincia e Regione dovranno intervenire, se non altro con una anticipazione». «Miramare al buio, il parco senza fiori, questa è una perdita enorme per Trieste e per tutto il turismo della regione - sbotta Guerrino Lanci, presidente di PromoTrieste -, oggi abbiamo il periodico incontro sul turismo e porterò la questione al primo punto, con la richiesta di trovare la formula per sostenere il castello. Anche la gara per la gestione di bar, bookshop e servizi è ferma: tutto insieme è un danno turistico grandissimo. Proporrò che il ministero, anziché incamerare il 75 degli incassi dai biglietti, di questi soldi (siccome poi non ne dà) se ne prenda solo il 50 consentendo così al castello di autofinanziarsi. In due week end, con la formula concordata del "tutto aperto" il Comune ha avuto 40 mila euro di incasso. Dunque questo sostegno dobbiamo darlo assolutamente anche a Miramare, al soprintendente Caburlotto e alla direttrice Fabiani». Per Piero Camber, consigliere comunale e regionale Pdl (di professione funzionario della Soprintendenza), i cittadini dovrebbero sborsare qualche inezia che diventerebbe una grande cifra: «Non protestando - aggiunge -, bensì con l'idea di dare un contributo per il proprio patrimonio». Ecco dunque un'altra idea concreta: «Nel parco entrano circa 1 milione e 200 mila persone, potrebbero pagare 1 o 2 euro a testa, mentre i triestini farebbero un abbonamento annuale a 5 euro. Cifre minime, ma sommate danno milioni di euro, con cui Miramare può sostentarsi anche in tempi di crisi mondiale come questa». Era l'idea iniziale del soprintendente, quando aveva scoperto conti in rosso: far pagare un pochino l'ingresso al parco. Più drastica la posizione della Lega Nord, con il neosegretario provinciale Pierpaolo Roberti che invoca il passaggio di proprietà. Castello di Miramare di proprietà comunale, non più statale. «Roma sta dimostrando ancora una volta tutto il suo disinteresse nei confronti di Trieste - scrive -, e se le luci si spegnessero sul Colosseo? È a serio rischio il futuro di uno dei simboli della città capoluogo di Regione, da anni la Lega segnala il degrado e l'abbandono di castello e parco. Le parole del soprintendente e della direttrice sono oggi campanelli d'allarme che destano profonda preoccupazione, la verità è che manca una strategia: si vuole incrementare il turismo e non si trovano le risorse per uno dei biglietti da visita più apprezzati dagli ospiti». Conclude Roberti: «Mi appello al senso di responsabilità degli amministratori e dei leader degli altri partiti perché dicano "no" a questo depredamento, e propongo che il castello, con un intervento della Regione, venga ceduto al Comune, che certamente saprà valorizzarlo meglio». Per Tiziana Sandrinelli, presidente regionale e capodelegazione provinciale del Fai, «il problema è generale, si taglia tutto, ma certo il caso di Miramare è grave, ai fini del turismo è l'emblema della città. Il problema - aggiunge Sandrinelli -, è che i danni al patrimonio si vedono poi col tempo, e si pagano tutti. Ci sono tanti soldi sprecati. È urgente vedere le priorità, e razionalizzare i costi inutili. Cercherò anch'io di capire come si può ovviare a questa situazione».
TRIESTE - Miramare al buio, coro di critiche. Il sindaco: un anticipo sui fondi
Il castello di Miramare a Trieste è stato chiuso a causa di una decisione del ministero che ha ridotto i finanziamenti. Il sindaco Roberto Cosolini ha lanciato un appello all'intervento del comune, della provincia e della regione per evitare la chiusura del luogo. Il presidente di PromoTrieste, Guerrino Lanci, ha richiesto di trovare una formula per sostenere il castello e ha proposto di ridurre il 25% degli incassi dei biglietti da visita. Il consigliere comunale e regionale Pdl, Piero Camber, ha suggerito di far pagare un po' di denaro all'ingresso al parco. La Lega Nord ha invocato il passaggio di proprietà del castello al comune.
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