Ma solo dal 2013. Rovis (Pdl): suggerii la soluzione un anno fa Il decreto di Martines, direttore regionale dei Beni culturali, è firmato: il parco di Miramare può diventare a pagamento. Ipotesi: 1 euro a ingresso e, come suggerito anche da Piero Camber, consigliere comunale e regionale Pdl, 5 euro di abbonamento annuale per i triestini (per regole europee ci vuole equità di trattamento). Firmato anche il "sì" al biglietto unico tra castello e musei cittadini. «Mancano solo le applicazioni tecniche - spiega Caburlotto, il soprintendente -, bisogna installare cancelli e casse agli ingressi, ma solo a partire dal 2013: all'entrata principale c'è fino a dicembre un ufficio di Turismo Fvg». Sul caso interviene Paolo Rovis, ex assessore Pdl al Turismo: «Il problema contingente è risolto, ma resta valido il fatto di far pagare gli ingressi al parco, lo avevo suggerito più di un anno per le fessurazioni sui muraglioni. Non si può intervenire anno dopo anno sull'emergenza con soluzioni-tampone, la principale attrazione turistica di Trieste è un gioiello e deve venir trattata come tale. Se i fondi ministeriali non sono sufficienti (ed evidentemente non lo sono) si attivino rimedi duraturi, spegnere le luci non è stato che l'ultimo, tristemente simbolico, segnale di una città più portata ad arrendersi che a superare le difficoltà». Commenta Pierpaolo Roberti, segretario della Lega Nord, che aveva proposto la municipalizzazione del castello: «Le luci si riaccendono? Il problema non cambia, fosse stato per Roma il castello sarebbe rimasto al buio. Bene l'azione di Comune e Acegas, ma solo nell'ottica della piena acquisizione dell'immobile e del suo prezioso parco».