Nel giorno in cui si risolve il clamoroso "black out" di Miramare il direttore Martines recapita l'avviso: al ministero le sue esternazioni su carenze di personale. Risposta: «No, i cittadini devono sapere» Miramare si riaccende dopo il clamoroso "black out" di protesta, ma scoppia un'altra guerra in Soprintendenza. Una lettera di richiamo ufficiale, che sarà inviata al ministero, piomba sul soprintendente Luca Caburlotto nello stesso giorno in cui è reduce dall'aver ottenuto forti risparmi da Acegas e Comune per parco e castello. Motivo: non deve parlare in pubblico dei problemi di carenza di personale nei pubblici uffici, gli ricorda il suo direttore, Giangiacomo Martines. E Caburlotto, un'altra volta, non ci sta. E ribatte che delle cose pubbliche proprio in pubblico si deve parlare. Avrebbe preferito un "grazie" («ho procurato 100 mila euro di risparmio sulle spese di Miramare»), quella lettera gli suona come «minaccia di provvedimento disciplinare», e la palla torna al mittente: «Azione inibitoria di un diritto costituzionale alla libera espressione». «Mi si scrive che se l'ufficio non funziona è colpa mia, perché ne ho la responsabilità, ma se ho "zero personale" di che cosa rispondo? Per legge è proprio il direttore regionale che ha il compito di procurare le risorse umane. E il dirigente pubblico che è messo nelle condizioni di non poter assolvere ai suoi compiti istituzionali ha tutto il dovere di rendere edotti i cittadini sulle situazioni che rischiano di impedirgli di erogare i servizi cui essi hanno diritto». Il caso scoppia per la drammatica carenza di organico. Secondo Martines non bisognerebbe dirlo in giro, «perché ci sono gerarchie, c'è un contratto collettivo di lavoro, e c'è un codice deontologico cui un pubblico funzionario deve attenersi. La lettera - afferma Martines - non è un avvio di provvedimento disciplinare, lo scorso luglio ho spedito al ministero una segnalazione di encomio solenne per Caburlotto, per i rapporti che ha instaurato con l'estero, per le sue numerose missioni, gli ho firmato il "biglietto unico" Miramare-Trieste e anche il ticket d'ingresso al parco...». Ma Caburlotto anche parla, e questo non va. Tutto comincia ben prima dello sciopero dei fari sul castello, quando un'impiegata se ne va, in graduatoria non ce n'è altri da prendere, e il direttore concorda col ministero di usare un'altra lista, pur di non perdere una posizione, e acquisisce un archivista per Udine. Caburlotto protesta vivacemente. E pubblicamente. La crisi di personale è notoriamente gravissima, Miramare teme chiusure. «Il direttore potrebbe risolvere tutto con un tratto di penna - protesta il soprintendente -, iscrivendo al suo ufficio i dipendenti oggi divisi fra tre Soprintendenze, e mettendoli a disposizione di tutti gli uffici. Invece io sono solo, gli impiegati sono per intero al settore Architettura , e possono lavorare per me solo quando hanno tempo d'avanzo: se non rispondono prima al loro dirigente saranno mal valutati, e non hanno neanche la password per eseguire le mie pratiche in Internet. È dall'agosto 2010 che chiedo. E ora questa lettera al ministero per me è possibile fonte di provvedimento disciplinare». «Il direttore regionale - ribatte Martines - rappresenta il ministro. Certe cose sono fatti d'ufficio. Ci sono codici comportamentali da osservare anche verso i propri superiori».