«Non abbiamo i soldi per riparare i monitor o per disinfestare l'area di Tindari infestata dalle zecche o per i collegamenti internet. Nei bagni manca la carta igienica. Le strutture intermedie sono passate da 29 a 72: si riveda tutta l'organizzazione» Palermo. «Se la fruizione dei siti culturali ha delle lacune, la responsabilità è di chi ha governato in questi anni l'assessorato ai Beni culturali». Giuseppe Salerno, segretario generale aggiunto del sindacato autonomo Sadirs, respinge al mittente le accuse sulla cattiva fruizione di siti archeologici, musei e biblioteche. «Non siamo mai stati - aggiunge - convocati dall'assessore Missineo. Ben venga l'incontro di domani pomeriggio con le forze sindacali. I beni culturali vanno certamente curati, vigilati e fruiti. La vigilanza è un obbligo, se qualcuno intende diradarla per aumentare le ore di fruizione, se ne deve assumere la responsabilità. Ma non accettiamo che si getti la croce sui custodi, che dopo avere lavorato la notte, hanno diritto al riposo compensativo. Nel nostro ordinamento, qualora qualcuno l'avesse dimenticato, esiste l'istituto della turnazione». Salerno, inoltre, difende la scelta di avere aumentato da due a tre i custodi che svolgono servizio notturno: «Perché se uno si ammala, un custode solo come può fare la vigilianza? ». Si potrebbe ovviare ricorrendo alla reperibilità, anch'esso un istituto contrattuale che, però, il segretario del Sadirs non sembra prendere in considerazione. Salermo, replicando all'assessore Missineo che ha definito la categoria dei custodi una «casta», gli ricorda che sono stati assunti per svolgere questa mansione e che sono equiparati ad agenti di pubblica sicurezza, poiché armati. E se per l'assessore ai Beni culturali, il personale a disposizione è sufficiente, per Salerno è ridotto ai minimi termini. «L'assessore Missineo - continua Salerno - sostiene che la vigilanza si può fare con le tecnologie? Ma se non abbiamo i soldi neanche per riparare i monitor. Non ci sono i soldi per disinfestare l'area archeologica di Tindari dove ci sono le zecche e nei bagni manca persino la carta igienica. Non ci sono i soldi neanche per i collegamenti internet. Vorremmo capire se davvero i fondi del Po Fesr sono stati impegnati. Se questi soldi ci sono - un impegno era stato preso dall'assessore Armao - ce lo facciano sapere. Peraltro, con la riorganizzazione dei beni culturali, secondo l'antica amministrazione dei tre valli: Val di Mazara, Val Demone e Val di Noto, le strutture intermedie sono passate da 29 a 72. I tre coordinatori, Fricano, Patanè e Messina erano stati incaricati di fare una ricognizione per rivedere, dove possibile, la vigilanza per aumentare la fruizione». Per quanto riguarda la «fallita» sperimentazione del controllo tecnologico del museo Pepoli di Trapani, dice Salerno: «Questo riferimento mi sembra eccessivo. Se ci sono le tecnologie avanzate, che bisogno c'era di fare una convenzione con una società di vigilanza? ». Sul tavolo della trattativa, domani il Sadirs metterà anche l'annosa questione del pagamento dei biglietti con carta di credito: «Se l'assessore ha i soldi perché non fornisce le biglietterie di Pos per consentire ai turisti di pagare con la carta di credito, evitando ad essi di camminare con in tasca contanti e con il rischio di essere scippati? ». Ed ancora: «Saremmo noi i responsabili della cattiva fruizione? Ed allora ci dicano perché, nonostante le nostre richieste di cambiare giorno di chiusura, il museo di Milazzo rimane sbarrato il lunedì, giorno in cui attracca al porto una nave da crociera». Insomma, Salerno difende a spada tratta i lavoratori del comparto dei beni culturali, anche se offre la disponibilità a modificare il sistema. Ma non gli va giù che i custodi siano definiti «casta». «Questa casta - interviene Giuseppe Di Paolo, coordinatore regionale degli agenti di custodia dei beni culturali - lo scorso anno ha avuto complessivamente come indennità di compensazione 1.400 euro, incassati dopo 15 mesi, e con tassazione corrente». Riprende la parola Salerno: «Vorrei dire qualcosa anche sull'atto d'interpello del dirigente generale Gesualdo Campo per l'incarico di dirigente di servizio. Lui ha parcellizzato le strutture, portandole da 29 a 72. Il contratto dei dirigenti è privatistico. Il dirigente che, poi, deve essere sottoposto a valutazione vuole sapere con quali strumenti, risorse umane e risorse economiche potrà svolgere il proprio mandato, perché può essere soggetto a licenziamento se non raggiunge gli obiettivi. Invitiamo Campo a rivedere l'organizzazione». 10062012
SICILIA - Beni culturali, altro che casta i custodi sono troppo pochi e le tecnologie non ci sono
Il segretario generale aggiunto del sindacato autonomo Sadirs, Giuseppe Salerno, ha risposto alle accuse dell'assessore ai Beni culturali, Salvatore Missineo, sulla cattiva fruizione dei siti culturali, musei e biblioteche. Salerno respinge le accuse e sostiene che la responsabilità è di chi ha governato in questi anni l'assessorato ai Beni culturali. Ha anche difeso i custodi dei beni culturali, che secondo lui sono equiparati ad agenti di pubblica sicurezza e non sono una casta. Salerno ha anche criticato la scelta di aumentare le ore di fruizione dei siti culturali senza aumentare il personale e ha richiesto l'uso delle tecnologie avanzate per la vigilanza.
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