SONO tre le ditte finite nell'inchiesta aperta dalla procura di Firenze su alcuni appalti sospetti passati dagli uffici del Polo museale. Due le ipotesi di reato: turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, dal gabinetto fotografico (una divisione che dispone di circa 600mila immagini sulle opere dei musei statali fiorentini fra cui gli stessi Uffizi) sarebbero stati fatti degli indebiti frazionamenti delle gare di appalto per aggirare le norme e poter assegnare così direttamente gli incarichi senza un concorso. Delle tre ditte, una si occupa di trasformazione delle immagini analogiche in digitale e di progettazione dei siti web. Questa azienda si è aggiudicata una raffica di servizi commissionati dal Gabinetto Fotografico del Polo Museale. Le altre due ditte sono edili, ma riconducibili alla stessa famiglia (una della moglie l'altra del marito). Su queste ci sono accertamenti in corso: sei o sette le persone indagate. Le perquisizioni sono scattate due settimane fa negli uffici del polo dove lavorano i funzionari del Gabinetto fotografico, dell'istituto del Catalogo e alla Galleria del Costume, fra gli Uffizi e Palazzo Pitti. «Ci sono stati per molti mesi degli incontri, delle indagini, all'interno di uffici e musei: abbiamo messo a disposizione tutta la documentazione che richiedevano. Gli inquirenti l'hanno fatta propria, per poi studiarla» ha spiegato la soprintendente al Polo museale di Firenze, Cristina Acidini. I rappresentanti della Soprintendenza, ha ancora detto Acidini, «faranno tutto quello che è necessario per mettersi a disposizione della magistratura», tuttavia «come guida della Soprintendenza, mi sento di dire che conosco le persone, e so che lavorano al meglio, con assoluta rettitudine. Poi è chiaro che le inchieste fanno il loro corso, come in questo caso». Nei giorni scorsi le Fiamme gialle hanno eseguito un decreto di perquisizione acquisendo atti e documenti non soltanto presso gli uffici di funzionari del Polo, ma anche presso le loro abitazioni private. Lo scopo era proprio verificare se quel modo di sezionare gli appalti in piccoli importi fosse stato un sistema per favorire alcune ditte a scapito di altre. Quanto alla chiusura anticipata del Gabinetto fotografico (inaccessibile al pubblico dall'11 giugno all'11 settembre), la soprintendente precisa che «non ha nessuna relazione con l'inchiesta, ma dipende dal recente trasloco della struttura e da alcuni lavori da fare».
FIRENZE - Appalti sospetti al Polo museale sono tre le ditte nel mirino dei pm
La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta su tre ditte sospettate di aver partecipato a appalti sospetti passati dagli uffici del Polo museale. Le tre ditte sono state identificate come parte di un sistema di indebiti frazionamenti delle gare di appalto per aggirare le norme. Le indagini hanno scoperto che due delle ditte sono edili, ma riconducibili alla stessa famiglia, mentre la terza si occupa di trasformazione delle immagini analogiche in digitale e di progettazione dei siti web. Le persone indagate sono sei o sette, e sono state perquisite le loro abitazioni private.
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