L'abilità di un "maestro" cerveterano al servizio di una pattuglia di specialisti nell'invecchia-re così bene i falsi da farli diventare veri. Incredibile, ma vero è quanto riusciva a fare questi falsari truffa ai danni di musei e collezionisti privati in tutto il mondo. Erano quasi riusciti ad ottenere il placet del mondo accademico, la loro superba kylix aveva ottenuto il nulla aosta perfino del professor Williams Dyfri direttore del British Museum di Londra. Chissà mai cosa possono aver venduto in giro per il pianeta due incredibili falsari fermati dal nucleo regionale della polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Brescia. I due, sottoposti ieri pomeriggio ad interrogatorio da parte della magistratura, avevano individuato una tecnica straordinaria per "antichizzare" pezzi di archeologia prodotti oggi, con una metodologia talmente perfetta da superare i più raffinati esami di laboratorio e da ingannare perfino l'occhio esperto degli archeologici. L'operazione Kronos, condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia e coordinata dalla magistratura del luogo, ha consentito di identificare alcuni falsi archeologici talmente verosimili da superare il monitoraggio condotto con la "termoluminescenza", una tecnica che mercanti d'arte, esperti e responsabili dei musei internazionali utilizzano prima di acquisire un'opera d'arte. I falsari, un artigiano e un operatore sanitario, "invecchiavano" le opere con bombardamenti di radiazioni in una cllnica bresciana utilizzando le apparecchiature usate per le cure oncologiche. Non solo: l'organizzazione contava altre due persone, fra Lazio e Lombardia, fra le quali un "artista" di Cerveteri che utilizzava per dipingere gli stessi strumenti usati nell'antichità. I "quattro", con una vera e propria "invenzione d'autore" aveva scoperto che la "accelerazione lineare", una delle metodologie di cura oncologica, poteva essere applicata con clamoroso successo per "antichizzare" gli oggetti. "Lo abbiamo fatto per rispondere alle esigenze del mercato che premeva con un alto numero di richieste", sembra che abbiano affermato nel rispondere alle domande del Procuratore capo di Brescia, Giancarlo Tarquini. Le indagini, dal luglio del 2003 al settembre del 2004, hanno consentito di sequestrare 650 ceramiche autentiche, databili tra il III e il VI secolo provenienti da scavi clandestini a Vulci, Cerveteri e Tarquinia e 117 falsi reperti archeologici destinati a due importanti anti-quari svizzeri che esercitano la propria attività fra il Principato di Monaco, gli Emirati Arabi, il Giappone e gli Stati Uniti. Fra i reperti artificiosamente antichizzati anche molte copie di originali dell'antica Grecia databili fra il IV e il VI secolo avanti Cristo. Dalla prossima rogatoria sarà possibile sapere con esattezza quali sono i nomi dei musei internazionali che hanno acquistato le clonazioni eccellenti, fra i quali gli investigatori indicano musei americani e giapponesi. Fra i reperti in vendita anche una coppa attica a figure rosse che, se vera, sarebbe stata un autentico caso scientifico ed economico. In tutto il mondo, infatti, c'e'un solo esemplare autentico con le stesse caratteristiche, ed e' la celeberrima Kylix di Euphronios e Onesimos conservata al Louvre di Parigi. Risale allo scorso 15 gennaio la notizia di un clamoroso recupero a Cerveteri di un frammento del Kylix di Eufronio. Il recupero avvenne nel quadro di un indagine nazionale dei Carabinieri del Gruppo dei Beni Culturale. I militari sequestrano ad un giostralo un frammento di un vaso attico a figure rosse. Subito gli investigatori si resero conto di aver messo a segno un recupero interessante. Infatti ad un successivo esame scorprirono di avere tra le mani un frammento del vaso di Eufronio di 45,5 centimetri di diametro, databile tra il 500 e il 490 a.C, decorata dal suo allievo Onesimo con scene della guerra di Troia. La kylix nel '99 fu restituita dal Paul Getty Museum di Los Angeles, dopo che dal nostro Paese era partito un dossier con le prove della sua provenienza da scavi clandestini. Il frammento facevo parte, con ogni probabilità, del bottino di un furto in un appartamento laziale, che il giostraio stava tentando di "piazzare". Il sindaco di Cerveteri Antonio Brazzini. Dopo il clamoroso arresto dell'"artista" etrusco, il sindaco Antonio Brazzini ha dichiarato: "Nessun commento sugli aspetti della cronaca. Mi addolora sapere che un concittadino è incappato in problemi. Tuttavia Cerveteri è città patrimonio dell'Umanità e siamo all'interno dei Siti Unesco. Il nostro è un patrimonio che arriva a noi dal profondo dei secoli e va tutelato". Il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. "Esprimo vivo compiacimento -ha dichiarato Giuliano Urbani, ministro per i Beni e le Attività Culturali- per l'attività investigativa svolta dalla procura di Brescia e dai militari della Guardia di Finanza nell'operazione 'Kronos' con una tenacia non comune, che disegna nuovi scenari nel contrasto agli illeciti dell'economia e dell'arte e offre nuovi saperi alla comunità scientifica internazionale. Colgo l'occasione per ringraziare della preziosa collaborazione il personale delle unità speciali e della tutela del patrimonio archeologico, e tutti coloro che nell'ambito del proprio lavoro riservano attenzioni particolari al sistema culturale italiano". Le indagini aperte dalla Magistratura di Brescia sono complesse e si stanno avvalendo di rogatorie internazionali, questo vuol dire che il Giudice Giancarlo Tarquini è determinato ad andare fino in fondo per fare chiarezza su tutto il retroterra che faceva da supporto al vasto giro di questi falsari professionisti. E' indubbio che l'abilità dei "protagonisti" ora in cella, andrebbe recuperata (a tempo debito) e messa al servizio del mondo dell'Archeologia e della Cultura. Simili capacità vanno ben oltre i presunti reati commessi.
Antichizzavano i cocci bombardandoli con i raggi x
In Italia, un gruppo di falsari ha creato falsi reperti archeologici, utilizzando una tecnica di "antichizzazione" che li rende quasi indistinguibili dagli originali. I falsari, un artigiano e un operatore sanitario, utilizzavano apparecchiature oncologiche per bombardare gli oggetti con radiazioni, rendendoli "antichi". La polizia ha scoperto l'operazione e ha sequestrato 650 ceramiche autentiche e 117 falsi reperti archeologici. I falsari avevano anche un "artista" di Cerveteri che utilizzava gli stessi strumenti usati nell'antichità per dipingere gli oggetti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo