Un libro sugli scavi in piazza dei Miracoli rivela: fu scelto quel sito perché l'Auser era più importante dell'Arno Scavi 2003-2009 Un grande volume di 700 pagine E' stato il professor Adriano Maggiani, dell'Università di Venezia, ad illustrare i numeri legati al libro "Archeologia in Piazza dei Miracoli- scavi 2003-2009". Settecento pagine, quaranta autori, divisi tra Soprintendenza, Università di Pisa, Opera Primaziale. Il volume si presenta diviso in quattro parti. Due le presentazioni, a cura di Pierfrancesco Pacini e di Mariarosa Barbera, soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana. Nella prima parte sei introduzioni, di Maggiani, di Sauro Gelichi, di Antonio Alberti e Manuela Paribeni; Stefano Bruni; Gabriele Gattiglia; Gabriella Garzella, e ancora una periodizzazione degli scavi da parte di Alberti. Nella seconda parte sei capitoli, fasce cronologiche delle epoche; nella terza si parla di materiali, con il contributo di sedici autori; la quarta è una sezione di appendici, sul restauro. PISA Perché il Duomo di Pisa non si trova in centro? La domanda è mal posta. Quando fu eretto, il centro era lì, ovviamente. Se ne è parlato nell'Auditorium dell'Opera Primaziale, dove è stato presentato il volume "Archeologia in Piazza dei Miracoli- Gli scavi 2003-2009", a cura di Antonio Alberti ed Emanuela Paribeni, di Felici editore. Una pubblicazione di notevole rilievo che ricostruisce la topografia dell'area della Piazza in età romana e tardo antica, documenta la trasformazione funzionale di un'area insediativa che da abitativa diventa ecclesiastica e risponde all'interrogativo dell'ubicazione della cattedrale in una zona oggi ritenuta periferica. Ed ancora illustra la scoperta di una cattedrale databile alla fine del decimo secolo, di cui non esiste altra documentazione letteraria, di ridotte dimensioni e forse incompiuta, situata proprio dove nell'arco di un secolo sarebbe sorta la Cattedrale. Il libro ha richiesto poco più di due anni di lavoro ed è il frutto della collaborazione di quaranta studiosi. Il progetto si deve all'iniziativa di Pierfrancesco Pacini e della Primaziale che ha finanziato parte degli scavi, insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Di grande spessore i relatori intervenuti: Andrea Pessina, Soprintendente ad interim per i beni archeologici della Toscana, Salvatore Settis, dell'Accademia dei Lincei, Adriano Maggiani e Sauro Gelichi, dell'Università di Venezia. Ha coordinato il dibattito Mariarosaria Salvatore, già soprintendente per i Beni Archeologici. «Un'edizione più che esaustiva- ha commentato Pessina, non solo per la parte relativa agli scavi ma anche per l'approfondimento dello studio dei materiali. La pubblicazione- destinata anche ad un pubblico di non addetti ai lavori- merita un plauso perché è raro che i risultati degli scavi vengano elaborati così velocemente e costituisce un riscontro oggettivo della capacità del Ministero di fare ricerca». Molto apprezzato l'intervento di Settis, che ha spiegato la presenza della cattedrale proprio in piazza dei Miracoli anziché nel centro. «In primo luogo- ha detto parlando degli scavi- il nesso tra la Pisa antica e quella del tardo Medio Evo emerge con forza-senza una cesura netta. Si intravede una città diversa da quella che noi ci aspettavamo: la Cattedrale è lì perché vi fu un tempo piuttosto lungo in cui c'era un peso grande sull'altro piatto della bilancia(i territori a nord e a sud dell'Arno): il fiume Auser era probabilmente più importante dell'Arno e così un pezzo della città era organizzato intorno ad esso. La cattedrale, dunque, aveva la funzione di incipit e non di coda». Nel ripercorrere gli anni trascorsi a Pisa, Settis ha ricordato la sua felice esperienza nella commissione per la salvaguardia della Torre, negli anni della prima Repubblica, che si concluse con la riduzione di un dieci per cento della pendenza. Ha poi affrontato i temi più attuali della politica culturale: «Nell'agonia del Ministero per i Beni culturali- ha detto - il libro che presentiamo oggi testimonia che nella Soprintendenza ancora operano persone che hanno voglia di studiare e passione per la ricerca. Auspico che in futuro , ci sia sempre più spazio per proficue collaborazioni tra il Ministero e l'Università». Settis si è soffermato anche sul problema dell'archeologia urbana e sul modo di rendere fruibili le scoperte ai visitatori : ha citato come esempio la città di Alba ,il cui museo espone un plastico della città romana, dove vengono puntualmente collocati i reperti rinvenuti durante gli scavi. E, tornando a Pisa, «l'ideale- ha detto Settis- sarebbe quello di ospitarlo all'interno del Museo delle Navi Romane, convogliando le due anime in unico polo museale». L'idea è stata pienamente condivisa dal soprintendente Pessina, che ha assicurato l'apertura del museo nel suo settennato.
PISA - Un Duomo in periferia? No, in centro
Riassunto in 200 parole:
Un volume di 700 pagine, "Archeologia in Piazza dei Miracoli- scavi 2003-2009", è stato pubblicato per descrivere gli scavi condotti nella piazza dei Miracoli a Pisa. Il libro è stato realizzato con la collaborazione di quaranta studiosi e presenta una presentazione divisa in quattro parti. La prima parte contiene sei introduzioni, mentre le altre parti trattano delle epoche, dei materiali e del restauro. Il volume è stato presentato all'Auditorium dell'Opera Primaziale e ha ricevuto commenti positivi da parte di esperti.
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