Didattica universitaria. Alla Kore lezione del prof. Nino Costanzo agli studenti del 5 anno di Architettura «Riscoprire e salvaguardare quel territorio significa valorizzare un contesto produttivo ma anche una migliore qualità della vita» Aidone. Un'interessante lezione su «Nominare il paesaggio agricolo di Morgantina: realtà e potenzialità future» è stata tenuta agli studenti del 5 anno di Architettura, nell'Università Kore di Enna, dal prof. Nino Costanzo, docente di Ecologia e Tutela ambientale nell'Istituto agroambientale "Rosario Livatino" di Aidone. L'attività s'inserisce nell'ambito della didattica del Laboratorio di sintesi finale (quinto anno) che ha adottato come caso di studio e occasione di progetto, il sito archeologico di Morgantina. Partendo dalla considerazione che l'economia del paesaggio rurale rientra nell'economia dell'ambiente, il prof. Costanzo ha disquisito su come l'economia del paesaggio possa diventare un nuovo e interessante campo di studi. «L'analisi economica del paesaggio rurale non può iniziare senza una buona comprensione del suo stesso oggetto - ha spiegato - così come non può prescindere di considerare la storia, la cultura, l'organizzazione sociale che nei secoli hanno ricreato determinati tipi di paesaggi rurali». Una premessa per focalizzare l'attenzione sul paesaggio agricolo di Morgantina. «Il paesaggio rurale, custode di tradizioni, lingue, arti e civiltà, proveniente non solo dal bacino di Morgantina, ma anche dalle aree dell'interno, della Sicilia, integra diversi valori: culturale, economico, ambientale». E ha aggiunto: «Il paesaggio rurale erbitense si sviluppa in contesti naturali molto differenti: il risultato di una millenaria opera umana in cui si sono susseguite, incontrate e sovrapposte civiltà, culture, arti, e soprattutto differenti tecniche colturali provenienti non solo dal bacino del Mediterraneo (Greci, Arabi, Spagnoli) ma anche dall'Europa continentale (Francia, Germania, Austria) ». «In questo difficile momento storico - ha proseguito Costanzo - riscoprire e tutelare il paesaggio rurale di Morgantina significa anche ricercare la propria identità, non contro altre identità ma nel dialogo, nell'inclusione e nella diversità». Mettere dunque al centro la difesa dei valori del territorio contro la banalizzazione e l'omologazione indotte dagli attuali processi di trasformazione. Una risorsa inestimabile per i contesti locali e specificatamente per quelli rurali dove massimo è il confronto tra ambiente naturale ed antropico e particolarmente complesse le relazioni e i rimandi tra caratteri fisici dei luoghi, modalità d'uso produttivo del suolo, forme insediative, opere infrastrutturali. Per Costanzo il paesaggio rurale non rappresenta solo un contesto produttivo ma anche un bene pubblico fondamentale per una migliore qualità della vita, il cui valore non è quantificabile. «Il progressivo abbandono delle aree rurali del Paese verso le zone urbane, l'aumento delle produzioni agricole estensive - ha detto ancora - rappresenta una profonda ferita nel paesaggio nazionale, che l'intera società si trova a pagare oggi e per il futuro in termini ambientali, di assetto del territorio e in quantità agroalimentare». Il paesaggio rurale è però anche un bene storico e ambientale collettivo che rappresenta un valore in termini di servizi difficilmente quantificabile. Angela Rita Palermo 08062012