Residenti e negozianti si rivolgono allavvocato per salvare langolo verde in via San Carpoforo Al suo posto deve sorgere il cantiere per costruire un palazzo di quattro piani Cè già lok della Sovrintendenza ma Palazzo Marino frena: "Decisione dellera Moratti" Al posto dellantica paulonia, un cantiere per la costruzione di un edificio di quattro piani e relativi box sotterranei. E a due anni dallallarme per linvasione dei topi si riaccende la protesta attorno al giardino privato allincrocio fra via San Carpoforo e via Formentini, nel cuore di Brera. A mettere in agitazione commercianti e residenti, che dopo una raccolta firme hanno deciso di rivolgersi a un avvocato, lapprovazione da parte di Commissione al paesaggio e Sovrintendenza ai beni architettonici a un progetto di edificazione presentato dai proprietari del fazzoletto di terra che si affaccia su via Madonnina. Progetto che potrebbe portare allabbattimento dellunico albero che si affaccia sulle viuzze di Brera. «Sarebbe uno scempio, un segno dinciviltà - si lamenta la stilista Luisa Beccaria, con la boutique praticamente sotto i rami della paulonia che ha 65 anni - è lunica zona di respiro che cè qui. Così ci toglierebbero luce e aria. Sottoterra, poi, dovrebbero esserci le gallerie che arrivano al Castello: come si conciliano con tutti quei piani di garage?». A preoccupare il quartiere, oltre alla perdita dellalbero, anche la durata dei lavori: «Per un palazzo di quelle dimensioni il cantiere potrebbe durare anni, ammazzando uno degli angoli più belli di Milano». Mercoledì scorso si è tenuta la prima assemblea per fare fronte comune e chiedere a Palazzo Marino, a cui passa ora la palla, di bloccare tutto. «È unarea davvero piccola, quella - spiega lavvocato designato, Danilo Daniel - vogliamo capire quanta volumetria si possa realmente collocare in quel fazzoletto di terra, e chi abbia concesso ledificabilità». Dal Comune - che per tutelare lalbero ha chiesto lintervento della Provincia, che potrebbe bloccare eventuali abbattimenti - sottolineano che il parere positivo alledificazione era stato concesso dalla precedente giunta Moratti, e che sarà fatto il possibile perché la paulonia venga salvata. «In questo momento il progetto è al vaglio dei tecnici del settore Urbanistica - fanno sapere - non è stato ancora dato alcun via libera». In difesa dellalbero le "signore di Brera" si erano già mosse due anni fa, quando alla fine dellestate il giardino era stato preso dassalto da una colonia di topi. Centinaia di roditori si erano sistemati sulla paulonia e sul fico vicino, per poi scorrazzare fra tavolini e turisti. Al momento della potatura, ordinata assieme alla derattizzazione dallex sindaco ai proprietari per debellare la colonia, avevano scavalcato i cancelli e si erano barricate nella "gabbia dei topi" per fare da scudo allalbero, dopo che il fico era stato ridotto a un tronco. «Una potatura troppo drastica e violenta», aveva ammesso lallora assessore al Verde, Maurizio Cadeo, bloccando gli interventi.