L'annuncio della soprintendente Giovanna Damiani, un punto di ristoro per i visitatori del museo Una caffetteria all'interno della Ca' d'Oro, all'interno del loggiato al primo piano che si affaccia sul Canal Grande e da cui i visitatori normalmente si sporgono per ammirare una vista straordinaria. È il progetto che la soprintendente al polo museale veneziano Giovanna Damiani ha annunciato ieri nell'ambito di un incontro tenutosi appunto alla Galleria Franchetti. «Nel quadro del riordino dei servizi museal - ha detto la dottoressa Damiani - abbiamo pensato di creare qui, nel loggiato della Ca' d'Oro che precede l'ingresso alla sezione delle ceramiche del museo, una caffetteria che servirà a qualificare maggiormente i servizi della Galleria Franchetti, in linea con quanto avviene in altri musei. Si tratta, naturalmente, di realizzare un intervento pensato e discreto, con l'inserimento del bancone da bar e di sedie e tavolini per la sosta dei visitatori che non disturbino il passaggio e permettano di ammirare in tranquillità la vista che si gode da questo punto panoramico». L'intenzione del soprintendente, più che comprensibile dal punto di vista del miglioramento dei servizi offerti dal museo e comunque destinata a far discutere, perché l'area scelta per l'inserimento della caffetteria, quella del loggiato, è forse la più pregiata dal punto di vista architettonico di tutta la Ca' d'Oro, ora utilizzata, oltre che per il passaggio verso la sezione delle ceramiche, amche per l'esposizione di alcune statue medievali. La dottoressa Damiani ha anche annunciato l'avvio dei lavori nella parte storica delle Gallerie dell'Accademia, quella attualmente aperta al pubblico. «I lavori - ha spiegato - partiranno all'inizio del 2013 e proseguiranno per circa due anni, riguardando la statica, l'impiantistica ma anche il riallestimento delle collezioni museali. All'avvio di questi lavori unisco anche l'auspicio che entro il 2013 possano finalmente concludersi i lavori per la creazione della nuova ala del museo nell'ex convento della Carità per realizzare davvero le Grandi Gallerie dell'Accademia». Di auspicio si tratta, perché i fondi per il completamento delle Grandi Gallerie non sono ancora stati interamente stanziati dal Ministero bei Beni Culturali e senza di essi la Sacaim, l'impresa impegnata nel cantiere, non è in grado di portarli a termine. Pertanto si naviga a vista.