Una soprintendenza unica per tutelare gli scavi archeologici di Stabiae. A chiederlo al ministero dei Beni culturali è il sindaco Luigi Bobbio. La richiesta del primo cittadino stabiese arriva dopo le affermazioni di Elena Cinquantaquattro, soprintendente Beni archeologici di Pompei. Ha denunciato che il sito di Pompei non riesce a sopportare il grande afflusso di visite giornaliere. Di qui la risposta di Bobbio che ha trovato l'origine del problema: il surplus di utenza a Pompei è dovuto all'abbandono degli scavi di Stabiae e Oplonti. «Si lamenta e lancia allarmi per il numero strabordante di visitatori giornalieri del sito di Pompei che la struttura non sarebbe in grado di sostenere - ha dichiarato Bobbio in riferimento alle dichiarazioni di Elena Cinquantaquattro - Resto inorridito perché mi domando con chi abbiamo a che fare? Un manager (e tale ritengo debba essere un soprintendente) piuttosto che lamentarsi di una sua responsabilità dovrebbe utilizzare al meglio le risorse aggiuntive che ha rispetto al sito di Pompei, ossia Oplonti e Stabiae. E proprio il disinteresse sostanziale verso il sito di Stabiae che, a mio giudizio, concorre a causare il soffocamento del sito di Pompei». Bobbio e la Soprintendente già si erano beccati qualche giorno fa sul tema degli abusi edilizi nella zona delle ville di Varano. «Un buon manager e un buon soprintendente, piuttosto che lamentarsi - ha incalzato il primo cittadino stabiese - avrebbe da tempo pianificato quel minimo di investimenti in risorse umane ed economiche da puntare sul sito di Stabiae per consentire, a fronte di una domanda così massiccia, di differenziare l'offerta». Così Bobbio richiama l'attenzione delle istituzioni locali e nazionali, ritenendo implicitamente una incapace la Cinquantaquattro subentrata all'ex commissario Marcello Fiori. Con quest'ultimo lo stesso Bobbio aveva già raggiunto una intesa programmatica per il rilancio del sito archeologico stabiese, che negli ultimi tempi ha quadruplicato il numero di visitatori grazie ai volontari di Legambiente. «Da sindaco della città pretendo dal ministero dei Beni culturali una nuova e forte attenzione sull'intero complesso archeologico del territorio e la creazione di una soprintendenza ad hoc o quanto meno l'assegnazione di soprintendenti che non siano part-time e che si dedichino, anima e corpo, con piglio manageriale serio, al rilancio dell'area archeologica nel suo complesso». Bobbio ha poi affrontato il vecchio problema della realizzazione di un museo archeologico che raccolga i tanti reperti, ora stipati e non fruibili al pubblico: "se ci sarà un milione di euro per l'apertura del museo nel Palazzo reale sia ben sicuro che si farà».