Al museo di Storia Naturale i ragazzi del Niccolini illustrano la loro spedizione LIVORNO L'indirizzo archeologico del Liceo Classico Niccolini Palli ha presentato al museo di storia naturale le relazioni finali degli stage dedicati alla pratica archeologica. I ragazzi del biennio sono andati per una settimana all'Elba a fare "archeotrekking", percorrendo chilometri e chilometri per i sentieri interni sui monti dell'isola alla ricerca dei siti d'interesse, sia archeologici che geologici. I ragazzi delle due classi successive, in collaborazione con la Sovrintendenza di Pisa che ha aperto le porte dei suoi magazzini, si sono recati nella città della torre pendente, dove hanno potuto visionare materiale risalente alla preistoria e al medioevo, mai inserito in nessun museo. Gli studenti dell'ultimo anno invece hanno svolto il loro stage addirittura in Grecia, dove hanno visitato tutti i siti di maggior interesse risalenti all'età classica, sviluppando un percorso denominato "formazione tra pari", in cui uno studente su dieci ha "adottato" un monumento, illustrandone storia e significato ai compagni, proprio come se fosse una guida turistica. Gli stage, che si sono avvalsi della collaborazione degli esperti del Dipartimento di Scienza Archeologica dell'Università di Pisa, sono stati e saranno ancora utili, per gettare un ponte tra il mondo della scuola e quello dell'università e della ricerca e per creare un interesse più vasto di quello didattico nei ragazzi : «Siamo andati all'Elba - racconta Silvio Bartolozzi che ha studiato un mulino ad acqua del'ottocento sui monti dell'Elba - per conoscere le meraviglie dell'isola». «Ci siamo molto stancati ma ne è valsa la pena - la pensa così Azzurra Moretti - abbiamo visitato le vecchie cave e abbiamo lavorato davvero, estraendo i minerali con le mani e i picconi». Anche per i ragazzi più grandi è stata un'esperienza significativa: «La cosa più bella è stata l'accoglienza dei greci - dice Rachele Salvini che ha "adottato" il sito di Delfi - , calorosa e orgogliosa della loro cultura, a cui dedicano una cura più attenta di quanto si faccia in Italia, nonostante gli eventi che li hanno coinvolti ultimamente».