Mille e cento giorni per trasformare le Gallerie dell'Accademia di Venezia nelle Grandi Gallerie, raddoppiando la superficie espositiva di quello che è con gli Uffizi la più importante pinacoteca italiana, e dunque tra le maggiori del mondo, consentendo di mostrare quelle tele di Tiziano, di Veronese, di Carpaccio, di Tiepolo, di Tintoretto (ma l'elenco dei capolavori è assai più lungo), che ancora giacciono "invisibili" nei depositi. E' cominciato ufficialmente ieri, con la simbolica posa della prima pietra del cantiere del restauro da parte del ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, il percorso che porterà in circa tre anni all'ampliamento del museo, occupando l'intero Complesso della Carità, lasciato libero dall'Accademia di Belle Arti trasferitasi nella nuova sede degli Incurabili. A gestire il nuovo museo dovrebbe essere una costituenda fondazione secondo quanto anticipato dal ministro con l'ingresso di istituzioni bancarie, come sta avvenendo per il raddoppio del Museo Egizio di Torino. A celebrare il momento storico visto che sono ormai oltre dieci anni che si parla del raddoppio delle Gallerie con Urbani, il sovrintendente al polo museale veneziano Giovanna Nepi Scire, che l'ha seguito sin dall'inizio, il nuoyo sovrintendente reggente ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia Renata Codello che ha curato anche il progetto di restauro architettonico, con la collaborazione dell'architetto Tobia Scarpa per la parte relativa agli allestimenti il presidente della Regione Giancarlo Galan e il sindaco di Venezia Paolo Costa. «Il raddoppio delle Gallerie dell' Accademia ha detto Urbani nel suo intervento nell'ex aula magna dell'Accademia, di fronte a un pubblico numerosonon significa soltanto un aumento di cubatura e di quantità di spazi espositivi, ma c'è molto di più: un affascinante progetto di innovazione tecnologica, ai fini della sicurezza, della conservazione delle opere d' arte, ma anche dell'offerta di servizi per il pubblico. Stiamo portando avanti almeno otto grandi raddoppi analoghi che giungeranno a termine più o meno insieme alla chiusura del cantiere che si apre a Venezia per quello che sarà il Rinascimento dei grandi musei italiani», tra cui figurano anche gli Uffizi a Firenze e Brera a Milano. «Attualmente le Gallerie ha ricordato il sovrintendente Nepi Scirè possiedono circa 2500 opere tra dipinti e sculture, ma possono esporne solo 332, più le 80 della Quadreria. Con l'ampliamento le opere esposte potranno arrivare almeno a 650, con nuovi capolavori in mostra dal trecento e all'Ottocento e in particolare una nuova, straordinaria sezione dedicata al Seicento». La stima dei flussi di visita ha ricordato l'architetto Codello, che ha fatto da guida al ministro nella visita al cantiere lascia prevedere un incremento del 40 per cento degli attuali 400 mila visitatori annuali». Troveranno una nuova caffetteria di fronte al cortile palladiano, su cui insiste la splendida facciata realizzata alla metà del Cinquecento dal grande architetto rinascimentale. Al bookshop del primo piano se ne aggiungerà un secondo al piano terra, nella sala di ingresso, con entrata separata dal museo. Il costo del restauro sfiorerà i 20 milioni di euro e sarà coperto con fondi del Lotto destinati ai beni culturali. Il nuovo percorso di visita si avvierà ancora dall'ingresso principale nella sala al piano terra e, superata la bussola di Carlo Scarpa, si accederà al museo. Dallo spazio guadagnato con l'abbattimento della parete che separa l'ingresso dall'ex aula magna, si procederà attraverso l'ala nuovissima e il corpo doppio sottostante i saloni gemelli del Lazzari. Segue il corpo palladiano con varie sale espositive e l'antistante galleria destinata alla gipsoteca. Saranno quindi visibili il tablinum e la famosa scala ovata palladiana. Il percorso, dopo aver raggiunto il gruppo di ascensori e scala ideati da Tobia Scarpa, salirà al piano superiore. Nel suo intervento, Galan ha ricordato al ministro altre due urgenze: la conclusione del restauro dello splendido cinquecentesco Palazzo Grimani, futura sede del museo archeologico di Venezia e l'avvio dell'ampliamento del museo veronese di Castelvecchio. Urbani ha preso nota.