Le analisi con le sonde furono effettuate dai tecnici dellOpificio o sotto la loro sorveglianza Lesposto di Italia Nostra era contro la ricerca dellaffresco di Leonardo da Vinci Il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha chiesto e ottenuto la archiviazione del fascicolo di inchiesta sulle ricerche, eseguite nel Salone de Cinquecento di Palazzo Vecchio, della «Battaglia di Anghiari», laffresco di Leonardo da Vinci che secondo alcuni studiosi si troverebbe al di sotto dellaffresco di Giorgio Vasari raffigurante la «Vittoria di Cosimo I a Marciano Val di Chiana», altrimenti noto come «Battaglia di Scannagallo». Secondo il magistrato, i lavori di ricerca, svolti in base alle disposizioni e sotto la sorveglianza dei tecnici dellOpificio delle Pietre Dure, non hanno causato alcun danno allaffresco del Vasari. Di qui la richiesta, accolta dal gip, di archiviare il fascicolo nel quale era ipotizzato il reato di danneggiamento. A dicembre il procuratore aveva ricevuto un esposto dalla presidente di Italia Nostra Alessandra Mottola Molfino, che segnalava «la preoccupazione della opinione competente degli storici dellarte» per la ricerca dellaffresco leonardiano, condotto dallingegner Maurizio Seracini del Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology di San Diego, e finanziato dal National Geographic. Il procuratore sottolinea però che la ricerca dellingegner Seracini è avvenuta sotto la sorveglianza del ministero dei beni culturali, della soprintendenza, dellOpificio e del Comune di Firenze, che le modalità di esplorazione sono state disciplinate dalla soprintendenza e che lintervento sullaffresco del Vasari è stato eseguito dai restauratori dellOpificio. I carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale hanno appurato che le sei perforazioni (4 con un diametro di 6 mm., una di 1 cm. e una di 2 cm.) operate sulla parete del Salone dei Cinquecento per raggiungere con le sonde endoscopiche la parete sottostante laffresco vasariano sono state eseguite materialmente dai restauratori dellOpificio in punti da essi scelti e non in quelli indicati dallingegner Seracini. Nessuno, tranne i tecnici dellOpificio e lingegner Seracini, che ha condotto lattività endoscopica, «è venuto in contatto con il dipinto del Vasari». I tecnici dellOpificio hanno spiegato che i fori sono stati eseguiti in un plesso fessurativo, su una vecchia stuccatura e su unabrasione della superficie pittorica. Il magistrato conclude che non vi è un solo dato che consenta anche solo di ipotizzare «che lopera sia rimasta deteriorata, distrutta, dispersa o resa inservibile anche solo in parte».