PER CHI stona la campana? Sicuramente per Vittorio Sgarbi. L'immagine choc del campanile di Poggio Renatico fatto saltare con l'esplosivo perché pericolante, pubblicata ieri in prima pagina dal nostro giornale, lo ha fatto andare su tutte le furie. Uno scempio inaccettabile per il critico. «Non si può tollerare quello che ... Share on email Share on print Lorenzo Sani PER CHI stona la campana? Sicuramente per Vittorio Sgarbi. L'immagine choc del campanile di Poggio Renatico fatto saltare con l'esplosivo perché pericolante, pubblicata ieri in prima pagina dal nostro giornale, lo ha fatto andare su tutte le furie. Uno scempio inaccettabile per il critico. «Non si può tollerare quello che avete pubblicato, che ci sia qualcuno che si prende la briga di tirare giù con la dinamite un campanile. È un' iniziativa sconsiderata, come fu l'abbattimento della Chiesa Matrice di Salemi, devastata dal terremoto del Belice, per creare una piazza. Sono atti imprudenti, che non hanno giustificazioni». Nemmeno la sicurezza pubblica? «Tutte teorie che tecnicamente potremmo definire... del cazzo...». Tecnicamente, quindi? «Tecnicamente allora non dovevano mandare la gente dentro i capannoni dopo la prima scossa e i primi morti, ma non è che per compensare quell'errore grave adesso devono buttare giù un campanile». Cosa suggerisce, allora? «Premesso che non sono un ingegnere, penso che se il problema è la sicurezza sia opportuno innanzitutto fare un'area di isolamento e impedire che il campanile caschi, puntellandolo con dei supporti. Non dico queste cose per romanticismo: è la stessa opinione di chi ha la più vasta esperienza in materia e sicuramente la massima autorevolezza». A chi allude, se si può sapere? «Mi riferisco a Elio Garzillo: se uno come lui dice che quel campanile non è obbligatorio buttarlo giù, io credo più a lui che a qualunque altro protezionista che decide invece che è meglio fare il contrario e cioè buttare giù il campanile». A L'Aquila non accadde, vero? «Ripeto: se esperti come Garzillo dicono che i campanili qui, come a L'Aquila, si possono puntellare, questa ratio deve prevalere su qualunque altra logica. Probabilmente al ministro manca qualcuno che dica: 'Questo non si fa'. È assurdo ciò che è stato fatto. Se c'è il pericolo che crolli il Colosseo che facciamo, lo buttiamo giù?». Chi ha dato quell'ordine a Poggio Renatico ha pensato alla salvaguardia dei cittadini... «Certo, ma non a danno dei campanili e delle chiese! Siccome può sembrare che Sgarbi lo dica per romanticismo, aggiungo l'opinione di Elio Garzillo, il più bravo soprintendente che abbia avuto l'Emilia-Romagna. L'appello che rilancio vibratamente, in questo momento, è netto e non può essere frainteso: state fermi, non fate altri danni. Lasciate che le cose crollino se la causa è il terremoto, ma non buttatele giù voi, aiutando il terremoto. Non si può immaginare che un tutore aiuti il terremoto, è una cosa da pazzi». Cosa farà, dopo aver lanciare l'allarme da queste colonne? «Ho provato a parlare col ministro, ma si trova all'estero. Di sicuro cercherò qualcuno al ministero perché ci sia almeno la coscienza di questa cosa. E non, ripeto, per ragioni romantiche: vanno salvati i campanili come le persone. Nell'incertezza del terremoto, la gente non la mandi a lavorare. Non li lasci rientrare nei capannoni dopo una settimana».