SANTA CROCE C'è anche Santa Croce fra le tappe del "turismo industriale" in Toscana. Un viaggio alternativo, per chi sa osservare e apprezzare le tracce di una Toscana del lavoro, fatta di vecchie fornaci, cartiere, mulini e concerie: un'immagine di toscanità solo in apparente contraddizione con quella da cartolina. Se n'è parlato al teatro Verdi, con la presentazione della "Guida all'archeologia industriale in Toscana" dell'architetto Giuseppe Guanci. L'iniziativa era organizzata dall'amministrazione e dall'Associazione conciatori, con la partecipazione di alcuni studenti dell'Itc Cattaneo di San Miniato, in una realtà urbana fortemente segnata dai segni di un'attività industriale che ne ha determinato sviluppo e peculiarità. Una realtà caratterizzata da numerose concerie dismesse, spesso con strutture architettoniche vincolate. Perle di storia, in parte recuperate per ospitare uffici e fondi commerciali, in molti altri casi in attesa di una nuova vita. La guida di Guanci ha dedicato 3 pagine alla realtà di Santa Croce, segnalando 5 strutture degne di nota. Sono le ex concerie "Imperiale" in via Basili, "Dei Mille", "La Lupa", la conceria "Nobel" in via San Tommaso e la "Lapi" in via di Pelle, recuperata per ospitare il futuro Museo della Conceria in attesa di allestimento. «Non si tratta di un manuale di archeologia industriale ha spiegato l'autore ma di una guida vera e propria pensata per un turismo alternativo. In Toscana si trovano luoghi di grande fascino, ma che solo raramente sono fruibili e individuabili». Presente all'incontro anche la professoressa Cristiana Torti, docente di archeologia industriale presso l'Università di Pisa, che ha ripercorso la storia di Santa Croce dai navicellai alle prime concerie d'inizio Ottocento. «Dobbiamo capire ha spiegato - che queste strutture, in futuro, potranno diventare un'attrattiva turistica». La stessa Torti, infatti, prese parte più di vent'anni fa al censimento dei vecchi macchinari da conceria, elaborando il primo progetto del cosiddetto Museo del Cuoio, pensato all'epoca all'interno dell'ex conceria Imperiale. «Alla fine fu scelta la conceria Lapi per la vicinanza agli ex macelli, in modo da raccogliere in un solo luogo tutta la filiera della concia ha spiegato il sindaco Osvaldo Ciaponi -. Entro quest'anno eseguiremo gli interventi per l'agibilità della struttura, dopodiché penseremo all'allestimento. I vecchi macchinari sono stoccati nei magazzini del Comune e al cantiere: si tratterà di capire cosa utilizzare o meno in un allestimento che dovrà essere multimediale». Giacomo Pelfer
TOSCANA - Cinque ex concerie entrano nella guida archeologica
In Toscana, il turismo industriale si è fatto strada, con visite guidate a luoghi come Santa Croce, dove si possono ammirare le vecchie fornaci, cartiere, mulini e concerie. L'architetto Giuseppe Guanci ha presentato la "Guida all'archeologia industriale in Toscana", che include anche una sezione sulla realtà di Santa Croce. La guida ha segnalato 5 strutture degne di nota, tra cui le ex concerie "Imperiale", "Dei Mille", "La Lupa" e "Nobel". La conceria "Lapi" è stata recuperata per ospitare il futuro Museo della Conceria.
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