Cè il riconoscimento ufficiale dellUnesco Un paesaggio straordinario dove la natura incontra larte e larchitettura, a 40 minuti da Milano, tutto da riscoprire Il parco archeologico comprende il monastero di Torba, la prima proprietà acquistata dal Fai Cè un magico parco archeologico longobardo, lindo, silenzioso e perfettamente tenuto, su una collina in mezzo al verde, con vista sul Monte Rosa innevato, a Castelseprio, 40 minuti da Milano, tra Gallarate e Varese, di cui la maggior parte dei milanesi neppure conosce lesistenza. Per fortuna se ne sono accorti gli esperti dellUnesco che hanno deciso nel giugno dellanno scorso di far rientrare lintera area archeologica, di circa 250 mila mq, nella lista del patrimonio mondiale da difendere. Una bella soddisfazione per le autorità locali a cui ieri mattina è stata consegnata la targa che ne attesta liscrizione ufficiale. I visitatori possono ammirare i resti di una straordinaria città-castello che ha conosciuto la sua stagione doro tra il V e il VII secolo, ma anche i magnifici affreschi bizantini della annessa chiesa di Santa Maria foris portas e, più in basso, il Monastero di Torba, proprietà del Fai, il Fondo per lambiente italiano, parte integrante dellunico complesso. La storia del Fai comincia in qualche modo proprio da queste pietre del Monastero di Torba, avamposto militare durante il tardo impero romano, in seguito usato come bastione difensivo dai Goti, prima di diventare longobardo. È Giulia Maria Mozzoni Crespi, attuale presidente onorario, che nel 1976 decide di acquistarlo per farne la prima donazione al neonato Fondo per lambiente italiano. E ieri in ricordo di Renato Bazzoni, che con lei ha creato il Fai, è stato inaugurato un breve sentiero che corre lungo le mura di cinta del castrum. «Ma è tempo di realizzare un sentiero molto più lungo che colleghi finalmente il monastero di Torba con larea archeologica che si trova più in alto - avverte Giulia Maria Mozzoni Crespi. - Oggi ci si deve ancora muovere in automobile da una parte allaltra. È da ventanni che se ne parla ma non è ancora stato fatto niente. Per realizzare il collegamento bisogna che le autorità si decidano una buona volta a far fronte al dissesto idrogeologico dellintera area». La visita più emozionante è certamente quella alla piccola chiesa di Santa Maria foris portas, isolata, su un dosso, dove un tempo sorgeva il borgo, nei pressi del castello. Al suo interno, nellabside, si trova un eccezionale ciclo pittorico, realizzato da maestri bizantini, che lha reso uno dei monumenti più singolari dellAlto Medioevo (le datazioni sono controverse e oscillano tra il V e il IX secolo). Gli affreschi illustrano numerosi episodi tratti dai vangeli apocrifi. Tra cui la prova delle acque amare, con cui la Vergine testimonia linnocenza del concepimento (alla donna sospettata di adulterio veniva fatta bere una bevanda, che provocava forti malori in caso di colpevolezza). Ma è forse il paesaggio, nel suo complesso, a rendere così unico e affascinante questo luogo. Le rovine sono immerse in boschi di robinie e castagni, popolati da numerose specie di uccelli. Per i visitatori sono a disposizione aree picnic, un ristorante gestito dal Fai e numerosi prati sui quali rilassarsi.
LOMBARDIA - Castelseprio longobarda patrimonio dellumanità
Il parco archeologico di Castelseprio, a 40 minuti da Milano, è stato riconosciuto dall'Unesco come patrimonio mondiale. Il complesso comprende il monastero di Torba, la chiesa di Santa Maria foris portas e altre strutture longobarde. Il Fondo per l'ambiente italiano (Fai) ha acquistato il monastero di Torba nel 1976 e lo ha donato al Fai. Il presidente onorario del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, ha inaugurato un sentiero che collega il monastero al resto del complesso. Tuttavia, il collegamento tra il monastero e l'area archeologica superiore è ancora in discussione a causa del dissesto idrogeologico.
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