La Provincia di Ancona ha autorizzato le estrazioni nella zona di un'antica necropoli. E in tutta Europa sale la protesta. Che la petizione online in difesa della necropoli celtica di Montefortino (Ancona) facesse insorgere perfino il Movimento nazionale dei giovani gollisti di Francia nessuno lo aveva messo in conto. Magia dei tempi: la notizia locale che la provincia vuole aprire proprio lì delle cave è diventata globale sul sito Trigallia.com. Tanto che studiosi e appassionati di cultura celtica minacciano di calare sulle Marche il 12 e 13 febbraio. Tutto comincia con il piano estrattivo predisposto dall'assessore provinciale Patrizia Casagrande, ds, che rispondendo alle indicazioni regionali individua nella zona di Monte Sant'Angelo, nel comune di Arcevia, il bacino da cui reperire maiolica e scaglia rossa; 450 mila metri cubi di materiale da scavare ogni anno e per dieci anni. «D'accordo» dicono i verdi (con lei in giunta), il Wwf e Silvio Purgatori, sindaco diessino di Arcevia, che nel suo paese a una trentina di chilometri dal mare di Senigallia conta molti cavatori, oltre a un museo di elmi celtici. «Ma quello è un monte sacro: voi volete che venga cancellato?». L'ingegnere anconetano Gianfranco Marcellini guida la rivolta. Che si concretizza nella formazione di un comitato e nella mappatura del patrimonio culturale a rischio: castelli, chiese, monumenti alla Resistenza e, appunto, la necropoli celtica di Montefortino. Digrignano con lui i denti i tedeschi e gli olandesi che hanno trasformato le vecchie case coloniche in bed breakfast dove accogliere connazionali conquistati dal «magic kingdom», secondo la definizione data alle Marche dal Sunday Times. È l'assessore regionale al Turismo Lidio Rocchi, socialista, a rompere il fronte del sì della filiera amministrativa: «Mi sono reso conto che quel paesaggio non può essere violato». Lo superano in corsa i verdi. Il presidente della Provincia di Ancona, Enzo Giancarli, scrive allora al presidente della regione Vito D'Ambrosio e gli ripassa la palla della decisione finale. I marchigiani di importazione sgranano gli occhi. Il direttore d'orchestra Woldemar Skanavi e la moglie Gala hanno lasciato Monaco di Baviera per vivere a Piticchio, borgo medioevale non lontano da Arcevia. «Le cave? Terribile offendere così la bellezza. Se le aprono ce ne andiamo» giura il maestro. E sua moglie: «Speriamo ci mettano un po' di testa. E di cuore».
Paola Ciccioli
La Provincia di Ancona ha autorizzato le estrazioni nella zona di un'antica necropoli celtica di Montefortino. La notizia ha suscitato proteste in tutta Europa, comprese anche in Francia, dove il Movimento nazionale dei giovani gollisti ha espresso la sua disapprovazione. I vertici verdi, il WWF e il sindaco di Arcevia hanno espresso la loro opposizione all'apertura delle cave. Il comitato di Gianfranco Marcellini ha mappato il patrimonio culturale a rischio, che include castelli, chiese e monumenti alla Resistenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo