La discarica capitolina si farà a Pian dell'Olmo, a due passi da Riano, comunque dentro i confini romani. Dopo settimane di tira e molla che hanno visto la discarica persino localizzata nei pressi del sito archeologico di Villa Adriana e la minaccia di dimissioni dei ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali Clini e Gnudi, l'annuncio è stato dato ieri al termine del vertice tra Clini, il neocommissario Goffredo Sottile, la governatrice Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti. E, come previsto, la notizia ha scatenato la reazione dei residenti di Ria-no, che si sono incatenati all'ingresso del sito, e hanno accolto ivertici delle istituzioni locali i a suon di urla e invettive, tanto da suggerire al prefetto Sottile una veloce ritirata. Perché se è vero, come ha affermato Poverini, che «si tratta di una scelta, non dico obbligata, ma che reputo giusta perché ovunque si decide di fare una discarica ci sono delle proteste», è altrettanto vero che, come sostiene il vicesindaco di Riano Italo Arcuri, si tratta di un'area «sottoposta a vincolo archeologico e che oltretutto l'autorità del Bacino del Tevere considera zona a rischio esondazione poiché è divisa dal fiume soltanto da una strada». Insomma, le proteste sono state messe in conto ma qualche dubbio devono averlo anche loro. Sottile parla di una discarica temporanea (anche perché ha una capacità limitata) e, comunque, ha indicato quella a due passi da Riano, riservandosi però degli approfondimenti. In realtà, il ministero dell'Ambiente, ai sei siti proposti dalla Regione Lazio, aveva preferito l'unico indicato dall'Autorità di bacino del Tevere, quello di Monte carnevale, a Valle Galeria, certificato come il luogo più appropriato, dal punto di vista ambientale, per installarvi una discarica. Ma sulle ragioni ambientali, hanno avuto meglio altro tipo di opportunità: a mettersi di traverso, in questo caso, non sono stati i cittadini della zona, bensì il ministero della Difesa secondo il quale l'attività della discarica non poteva sposarsi con quella del centro dell'intelligence delle forze armate, con sede un chilometro più in là. Si sarebbe dovuto mettere in sicurezza l'area, meglio spostare il tutto. Peccato che a Pian dell'Olmo il sito disti 500 metri da una scuola elementare. E c'è chi, come l'ex governatore del Lazio e leader della destra Francesco Storace, insinua che sulla scelta dell'area abbiano pesato fattori molto più prosaici: «E' un favore oggettivo a Cerroni (padrone indiscusso della discarica di Malagrotta, ormai satura, ndr). Quanti sbraitavano sulle carenze del passato di tutte le istituzioni, si sono trovati d'accordo sulla prosecuzione del monopolio».
ROMA - Discarica a Roma, bufera su un altro sito protetto
La discarica capitolina sarà effettuata a Pian dell'Olmo, a due passi da Riano, all'interno dei confini romani. La scelta è stata annunciata dopo settimane di tira e molla, con la minaccia di dimissioni dei ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali. I residenti di Riano hanno reagito con proteste e urla, ma l'autorità ha considerato l'area come una scelta giusta. La discarica sarà temporanea e ha una capacità limitata. Il ministero dell'Ambiente aveva preferito l'unico sito indicato dall'Autorità di bacino del Tevere, ma il ministero della Difesa ha bloccato la scelta a causa dell'attività del centro dell'intelligence.
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