Il gip: no alla scarcerazione. E dopo gli arresti due persone consegnano 300 libri Si sono presentati ai carabinieri allindomani degli arresti e hanno consegnato spontaneamente «numerose casse contenenti volumi antichi». Ben 303 libri «dei quali 243 sono certamente riconducibili alla Biblioteca dei Girolamini», scrive il giudice Francesca Ferri nel provvedimento con il quale, nei giorni scorsi, ha respinto listanza di scarcerazione presentata dallex direttore Massimo Marino De Caro e dagli altri quattro indagati raggiunti il 23 maggio dallordinanza emessa nellambito delle indagini sui testi trafugati dalla storica sede di via Duomo. I due soggetti, spiega il gip, si sono rivolti agli investigatori «grazie al risalto giornalistico» attribuito allinchiesta. E hanno riferito di aver ricevuto le casse da Alejando Cabello, uno dei collaboratori di De Caro coinvolto nellindagine condotta dal procuratore Melillo con i pm Fini e Serio. Per dare unidea del valore, Cabello ha riferito di aver venduto per 16 mila euro un libro antico regalatogli da De Caro per ricompensarlo della collaborazione in Biblioteca. Se libero, argomenta il gip, De Caro potrebbe «far scomparire il materiale prezioso e scottante sottratto dalla Biblioteca. Sarà interessante comprendere - si legge ancora - cosa è custodito nella cassaforte di cui De Caro aveva le chiavi». A parlare della cassaforte è stato Mirko Camuri, linsegnante di ballo veronese accusato di ricettazione che, secondo il giudice, ha tentare di «limitare il proprio coinvolgimento», se non addirittura di «depistare le indagini su di lui», in una vicenda che invece appare «molto più complessa» di quanto si voglia far credere. Camuri ha raccontato al gip, per poi ritrattare con il pm, di una «riunione cui presero parte tutti i protagonisti della vicenda» per concordare «come muoversi allindomani dello scoppio dello scandalo». (d. d. p.)