Potrebbe essere deciso oggi il futuro di diverse chiese mantovane lesionate dallo sciame sismico e dalle potenti scosse del 20, 29 maggio e di domenica scorsa. La curia incontrerà infatti i dirigenti della Sovrintendenza per esaminare preventivamente i progetti di messa in sicurezza degli edifici più pericolanti. Per alcuni c'è anche l'ipotesi della demolizione. Fiato sospeso perle chiese I tecnici incaricati dalla Diocesi, una decina, hanno pressoché completato le perizie sulla decina di immobili la cui pericolosità implica rischi per la pubblica incolumità. Facciate, campanili, pinnacoli incombenti su piazze e vie che comportano la creazione di "zone rosse" di evacuazione della popolazione. Questa mattina si terrà il vertice per esaminare i singoli progetti. In molti casi si prevedono abbattimenti selettivi. A decidere sarà un iter complesso che prevede il coinvolgimento dei Comuni, per quanto attiene alla sicurezza pubblica, e della Sovrintendenza, per gli aspetti di tutela artistica. Urgenti messe in sicurezza Gli interventi dovranno essere eseguiti con sollecitudine. Lo Stato pagherà la messa in sicurezza solo se eseguiti entro i primi due mesi. Le soluzioni in molti casi passeranno attraverso l'ingabbiamento attraverso fasce e tiranti. Ma in alcuni casi si dovrà procedere alla demolizione. In questo caso il parere della Sovrintendenza sarà decisivo. II problema campanili Schivenoglia, Bondanello, Poggio Rusco, ma anche Suzzara, Santa Barbara di Mantova, San Giacomo delle Segnate, San Siro e Palidano sono solo alcuni dei campanili lesionati. Gli ingegneri strutturisti Giovanni Gualerzi ed Alberto Mani, incaricati dalla Curia, hanno studiato i singoli casi che oggi saranno esaminati dai funzionari regionali e dagli esperti dei Carabinieri della tutela patrimonio artistico anche alla luce della circolare ministeriale sul terremoto. Aumentano le chiese lesionate Le tre scosse hanno fatto aumentare l'elenco delle chiese ritenute più pericolose. Alle iniziali nove, si sono aggiunte Bondanello, Romanore e Galvagnina. Sermide è stata invece "declassata". Restano "codice rosso", come le ha definitie il vescovo monsignor Roberto Busti, le chiese di Moglia, Quistello, San Giovanni del Dosso, San Giacomo delle Segnate, Poggio Rusco, Schivenoglia, Quatrelle e Bondeno di Gonzaga. Le soluzioni percorribili In molti casi si potrà procedere ad usare cerniere, tiranti e gabbie di ferro. Sistemi che vengono privilegiati per mantenere l'edificio stabile, ancorché inutilizzabile. Si "congela" la situazione attuale, insomma, evitando che aumenti la pericolosità di crollo. Soprattutto, questo sistema consente di liberare alcune aree dichiarate "zona rossa", visto che diversi edifici tengono in scasso parti dei paesi e impongono lo sgombero di case, negozi, attività economiche e la chiusura di importanti strade. Solo nel caso non si possa procedere alla messa in sicurezza, allora si valuteranno le parziali demolizioni, d'intesa con la Sovrintendenza.