Giurisprudenza lo vorrebbe tutto per sé. Intanto gli studenti si offrono di aiutare nel trasloco PISA Le istituzioni si confrontano sul futuro immediato della Sapienza, gli intellettuali su quello prossimo: l'appello promosso da Salvatore Settis e Adriano Prosperi (rispettivamente già direttore e professore della Scuola Normale) ieri sera era arrivato a 382 firme che si sono aggiunte a quelle iniziali provenienti anche dai due presidi di Lettere (Alfonso Maurizio Iacono) e Lingue (Bruno Mazzoni) e della storica dell'arte Lucia Tongiorgi Tomasi, ex prorettore vicario dell'Università di Pisa. Un'intesa che ha trovato sponda anche nell'ex sindaco Paolo Fontanelli e che chiede di riportare la biblioteca universitaria dentro la Sapienza. Infatti, il testo definisce l'una «un bene pubblico di inestimabile valore e uno strumento vivente di formazione e lavoro per studenti, docenti e studiosi»; e l'edificio storico che la ospita dal 1823 centro storico e psicologico della comunità scientifica, quindi "casa" naturale. Dall'altra parte, il "blocco di potere" contrapposto per ora sta a guardare e non esce allo scoperto. Il suo intento è riportare tutta Giurisprudenza dentro il palazzo del Quattrocento, avere una sede unitaria e prestigiosa per lo studio delle leggi ed evitare la frammentazione dei numerosi dipartimenti. Potrebbe apparire una battaglia di retroguardia, invece ha due assi nella manica. Anzitutto, l'evidenza dei fatti: lo sfratto degli oltre 600mila volumi della biblioteca non è un capriccio, ma un'emergenza; il loro peso rischiava di far crollare la Sapienza. Inoltre è noto che una delle più forti componenti che ha portato all'elezione del rettore Massimo Augello nel 2010 è proprio quella di Giurisprudenza. Dunque i professori si aspettano attenzioni. In questo contesto provano a inserirsi gli studenti, che forse non vedranno mai la Sapienza "restituita" (se i tempi si allungano, potrebbero essere già laureati e altrove), ma chiedono di fare qualcosa ora: la lista universitaria Ateneo Studenti ha raccolto tante adesioni spontanee di ragazzi che «si sono offerti come volontari per aiutare nelle operazioni necessarie per far fronte alla situazione della Sapienza, in particolare nello sgombero del materiale bibliografico presente». E ha trasmesso questa proposta al rettore e al cda dell'Ateneo. (g.c.)
PISA - SAPIENZA - Una lotta di potere per il destino del palazzo
Il rettore Massimo Augello e il cda dell'Ateneo di Pisa si sono opposti all'appello promosso da Salvatore Settis e Adriano Prosperi per riportare la biblioteca universitaria dentro la Sapienza. L'appello, che ha raccolto 382 firme, chiede di riportare la biblioteca all'interno del palazzo del Quattrocento, considerandola un bene pubblico di inestimabile valore. Il "blocco di potere" contrapposto sta a guardare e non esce allo scoperto. Gli studenti, invece, si sono offerti di aiutare nel trasloco, chiedendo di fare qualcosa ora.
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