Conferenza dei servizi avviata: allo studio il trasferimento dei 600mila libri nello stabile da 3mila mq di via Corridoni Niente Artale e niente convento di San Vito, dunque. Le due importanti strutture cittadine non possono essere l'approdo della biblioteca. Il motivo è comune: entrambe sono parte essenziale di progetti già avviati e che prevedono destinazioni diverse già stabilite. L'Artale, a fianco dell'area di Santa Chiara, è una delle tre sedi militari del progetto caserme che finalmente sta trovando uno sbocco dopo anni di trattative e difficoltà. Insieme a Bechi Luserna ed ex distretto sarà ceduta al Comune nel contesto della maxi-permuta che porterà alla costruzione della nuova caserma dell'esercito a Ospedaletto. L'Artale è destinata a commerciale e servizi, l'ex distretto a residenziale, mentre la Bechi Luserna dovrà diventare il nuovo terminal turistico. Il padiglione di San Vito invece rientra nel progetto del Museo delle navi antiche, dovendo ospitare il laboratorio di restauro, vari servizi legati al museo stesso e un punto ristorazione. A questo proposito è prevista a breve la firma di un'intesa tra Comune, Agenzia del Demanio ed Università. PISA Spunta una possibile soluzione per la biblioteca universitaria che deve lasciare la Sapienza pericolante. C'è infatti l'ex palazzo delle Poste in via Corridoni, da tempo abbandonato, tra le ipotesi di sede provvisoria dopo la chiusura dello storico palazzo avvenuta martedì scorso in seguito all'ordinanza del sindaco Marco Filippeschi per motivi di sicurezza, un atto valido per tutta la Sapienza, in crisi strutturale a causa del peso degli oltre 600mila volumi che ospita. L'idea è emersa ieri nella conferenza dei servizi convocata dal rettore Massimo Augello per affrontare con le massime istituzioni locali e nazionali il futuro della struttura. Conferenza dei servizi. Da tutti definita «interlocutoria», la riunione ha prodotto in modo formale solo la nascita di un gruppo di lavoro tecnico con il compito di condividere e coordinare le soluzioni future. Eppure la mossa più importante del giorno, non resa pubblica nei comunicati ufficiali perché ancora in fase di studio, è stata fatta dai rappresentanti dell'Agenzia del Demanio, che hanno messo sul tavolo proprio l'utilizzo dell'ex stabile delle Poste di via Corridoni, 3mila metri quadrati di proprietà dello Stato. Potrebbe essere la soluzione temporanea: da capire se solo come stoccaggio oppure, come sembra, con la possibilità di essere aperto. Niente da fare per le altre ipotesi lanciate in questi giorni: il padiglione San Vito in lungarno Simonelli e la caserma Artale di via Roma. Pro e contro. I vantaggi di questa operazione sono di due tipi: si evitano "guerre di appetiti" sugli altri edifici, per i quali sono previste da tempo diverse operazioni urbanistiche e culturali; inoltre lo Stato si fa carico della vicenda mettendo a disposizione il suo patrimonio, così come auspicato dal sindaco e dal rettore la scorsa settimana. A tal proposito va ricordato che la Biblioteca universitaria, nonostante il nome, dipende dal Mibac, ministero dei Beni culturali. C'è da chiedersi, allora, perché nessuno ci ha pensato prima. E qui la risposta ha nome e cognome: "Scolo di Pisa", cioè il fiume sotterraneo che raccoglie le acque provenienti da Pisa Sud (a nord della stazione) e dalla zona della Saint Gobain per farle confluire nel "Canale Nuovo dei Navicelli". Ebbene, lo "Scolo" passa esattamente sotto l'immobile di via Corridoni, che negli anni ha richiesto ripetuti interventi di bonifica e che rischia di allagarsi a ogni pioggia abbondante. Il fattore tempo. Ad ogni modo ormai è pacifico che debba essere studiata una soluzione ponte: non si conosce ancora quale sia quella definitiva e, soprattutto, fino a quando la Sapienza non sarà svuotata, i tecnici e gli esperti di costruzioni non possono in alcun modo stimare quali lavori occorrano per mettere in sicurezza il palazzo, quanti mesi richiedano gli interventi e quanti soldi costi il tutto. Ma portare via 600mila "pezzi" è impresa per definizione lenta: anche per precauzione sia verso la Sapienza, che verso gli stessi libri antichi. L'altra biblioteca. Tra i tanti temi affrontati dalla conferenza, uno ha una risposta immediata: il destino della sorelle minore della biblioteca universitaria, quella di Legge, posta in un'altra ala della Sapienza. Il rettore l'ha raccontata ai presenti: rappresentanti di Biblioteca Universitaria, Soprintendenza, Direzione generale Beni culturali per la Toscana, Direzione generale per le biblioteche, Comune e Provincia, Regione, Prefettura, Demanio e Stato Maggiore della Difesa. Un settimo del patrimonio librario formato da testi specifici di giurisprudenza è considerato funzionale alla didattica e sarà messo a disposizione in uno spazio di consultazione, prestito e studio in altri poli universitari. Il resto sarà trasferito all'archivio storico dell'ateneo a Montacchiello e, dopo la catalogazione, reso disponibile attraverso un servizio di staffetta.