QUESTA volta niente rottamazione. Ricetta Monti piuttosto. Per uscire dal tunnel in cui era caduto con le dimissioni di Claudio Fantoni, il sindaco Matteo Renzi fa appello a due prestigiosi accademici. Due 'tecnici' della generazione dei sessantenni: l'economista Alessandro Petretto, per sei anni capo della 'spending review' del ministero dell'economia prima che arrivasse Tremonti, e il filosofo Sergio Givone, docente di estetica e autore di saggi. Classe 1945 il primo, 1944 il secondo. «Quando ci si trova in difficoltà si ricorre ancora alla mia generazione », ironizza Valdo Spini. Ma è fuor di dubbio che, sotto scacco per le accuse lanciate da Fantoni, anzitutto quella di essere un 'taglianastri' che passa sopra anche ai conti di bilancio, sono due colpi a effetto. Petretto raccoglie la responsabilità del bilancio e della sicurezza dei conti, Givone quella della cultura, da mesi orfana dopo l'uscita di Giuliano Da Empoli. E, ansioso di ostentare il nuovo gioco di prestigio messo a punto di nascosto nel fine settimana, già alle 9 di ieri Renzi annuncia a destra e manca i nomi dei suoi nuovi assessori. «Sono due personalità di assoluto rilievo», rivendica compiaciuto, presentandosi di prima mattina all'assemblea annuale di Confindustria. Petretto è «una personalità che può fugare tutti i dubbi sollevati da Fantoni e dall'opposizione sulla tenuta del bilancio ». Mentre Givone è «un altro professore molto autorevole ». Ma del resto, aggiunge Renzi, «il vero leader è quello che sceglie collaboratori più bravi di lui».Quanto alle dimissioni di Fantoni «sono un atto che mi dispiace personalmente ma che sono politicamente immotivate: dire che il Comune ha problemi di bilancio è dire una falsità», insiste il sindaco. La stessa musica che suona nel pomeriggio davanti al consiglio comunale, poco prima che i due professori prendano posto tra i banchi della giunta sotto i flash dei fotografi: «Non ci sono problemi sui conti. Non più di tutti gli altri Comuni italiani. L'incertezza sul gettito effettivo dell'Imu è un problema a Firenze come lo è per tutti gli altri Comuni italiani. E il patto di stabilità lo sfonderemo solo se verranno modificate le norme, solo se non ci saranno tra le sanzioni i tagli alle risorse l'anno seguente», spiega il sindaco. Della serie, si può accettare il blocco dei mutui e delle assunzioni, ma non i tagli ai trasferimenti statali. Fantoni non aveva sollevato il caso delle 52 delibere approvate senza parere contabile perché è stato chiesto dopo? «Non è così», nega il sindaco. Negando anche di fare il taglianastri: «Le opere che avviamo ora saranno pronte in gran parte nel 2015». Cioè dopo le prossime elezioni per il sindaco del 2014. «E Firenze non deve preoccuparsi di avere un sindaco con visibilità nazionale, semmai dovrebbe preoccuparsi del contrario: la partita dei soldi per il teatro, per le infrastrutture o per i Nuovi Uffizi, per i quali mancano ancora 27 milioni, si vince o si perde a Roma», sostiene Renzi sorvolando però sulle primarie. Per il sindaco, il caso è dunque chiuso. Le deleghe della casa e del patrimonio non abitativo, che erano di Fantoni, passano alla responsabile delle politiche sociali Stefania Saccardi. Che in cambio passa la delega del personale alla collega dell'urbanistica Titta Meucci, più volte dirigente del settore durante la sua carriera professionale a Palazzo Vecchio e in Regione. E Renzi si dedica perfino a mettere i puntini sulle 'i' con il Pd: «L'idea che il sindaco faccia le giunte con i partiti è finita, la giunta la faccio io: se devo cambiare un assessore lo cambio».
FIRENZE - In giunta Givone e Petretto per Cultura e Bilancio
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha annunciato di aver chiamato due nuovi assessori: l'economista Alessandro Petretto e il filosofo Sergio Givone. Petretto sarà responsabile del bilancio e della sicurezza dei conti, mentre Givone sarà responsabile della cultura. Renzi ha anche annunciato di aver nominato Stefania Saccardi responsabile delle deleghe della casa e del patrimonio non abitativo, e Titta Meucci responsabile del personale. Il sindaco ha anche negato di essere un "taglianastri" e ha affermato che le dimissioni del precedente assessore Claudio Fantoni sono politicamente immotivate.
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