I rischi riguardanti la cappella Scrovegni sono almeno sei e in questo articolo affronterò solo i primi tre (il terzo in maniera incompleta): quanto influiscano sulla sua staticità le differenti fondamenta di abside e navata, con conseguenti crepe e fessure, la mancanza di messa in sicurezza sismica, l'allagamento della cripta. Rimangono da affrontare: la mancanza di sicurezza anti-attentati; la mancanza della messa a norma dell'impianto elettrico con le possibili conseguenze sugli affreschi, il dissesto che la costruzione in atto di due torri vicine alla cappella, con scavi profondi più di 30 metri potrebbe creare alla falda idrica che è in connessione con quella della cappella stessa. Il terremoto che ha colpito e continua a colpire così duramente la regione emiliana non bada a confini geografici ed è giunto anche a Padova dove è crollato un pezzo di una vela della Basilica del Santo. Una toppa bianca spicca in mezzo al fondo blu decorato. Anche l'ala destra della chiesa è stata transennata. E la cappella Scrovegni? Le autorità il 30 maggio hanno assicurato che "la cappella è ok", basandosi come sempre sul loro infallibile occhio o in alternativa, buon senso. La cappella, terminata nel 1305, era in origine saldamente integrata nel palazzo Scrovegni. Dopo l'abbattimento di quest'ultimo nel 1827, voluto dagli sciagurati ultimi proprietari, i nobili Gradenigo, per farne materiale edilizio, la cappella subì un primo dissesto, a cui concorse anche un ulteriore limite intrinseco all'edificio. La navata poggia infatti sulla cripta, che è ancorata sull'anfiteatro romano; l'abside, aggiunta dopo, poggia invece direttamente sul terreno. Abbattuto il palazzo, la cappella non più sostenuta dal palazzo, risentì delle differenti fondamenta. La crepa fra la navata e l'abside, segnalata fin dal 1835, ne è la prova. Per contrastare questa e altre crepe prodottesi nel tempo, nel 1967 si procedette a: sostituire "il tetto in legno con una nuova copertura in acciaio", alla realizzazione di "un cordolo in cemento armato alla sommità delle pareti della navata" e alla sostituzione delle catene, spezzate eo malandate. Così scrivevano nel 1998 il professore Claudio Modena e gli ingegneri Giovanni Lazzaro e Carlo Bettio dell'Università di Padova nel loro "Aggiornamento sulla statica della cappella degli Scrovegni". Alla luce del terremoto di Assisi, dove proprio le capriate in cemento sostituite a quelle originarie in legno hanno provocato il tragico crollo delle vele, il rimedio dovrebbe indurre ad un riesame urgente della sua validità. Nel 1998 il prof. Modena posizionò sull'estradosso della volta 6 basi di misura per distanziometri, semplici apparecchi per misurare le variazioni di ampiezza delle fessure stesse ed eventuali scorrimenti. Fatte alcune prove il professore Modena concludeva per indicazioni in generale confortanti, "ma che lasciano aperti aspetti di dettaglio del comportamento statico che possono avere notevole importanza sulla conservazione degli intonaci affrescati, e che devono quindi essere approfonditi". Quali furono gli approfondimenti? I distanziometri furono tolti e a tutt'oggi nessuno monitora le fessure e le crepe. In assenza di qualsiasi altro strumento di valutazione del comportamento della cappella nei terremoti; in assenza di opere per la messa in sicurezza sismica della Cappella e di caratterizzazione sismica del sito, costerebbe poco il ripristino dei distanziometri e il loro sistematico controllo, che dovrebbero comunque coinvolgere l'intera cappella, cripta compresa. La cripta, chiusa al pubblico, ha il pavimento una gettata di cemento coperta di fango costantemente invaso dall'acqua che emerge dalla falda sottostante. Per risolvere il problema del compromesso assetto idrogeologico è stato installato un rozzo vascone appoggiato alla parete ovest della cripta, all'interno del quale è collocata un'ulteriore vaschetta con due pompe che succhiano l'acqua in eccesso del pavimento. Attraverso un condotto la riversano nei condotti di smaltimento esterni, che comunque la rimettono nella falda in un giro senza sosta. I rigagnoli che scorrono sull'impiantito giungono a inumidire la base dei muri perimetrali con quale conseguenza sull'assetto strutturale della cappella, non si sa. O meglio, sempre le solite autorità dicono che non c'è alcuna conseguenza. Su quali dati? Mistero. Ma chi di noi, se avesse una casa il cui garage immediatamente sottostante fosse sempre allagato, starebbe tranquillo? Certo lo Scrovegni non aveva progettato di scender con gli stivali nella cripta dove nella volta si vedono le stelle dipinte da Giotto. È impossibile però apprezzare la bellezza della cripta perché sono rimasti in piedi i set-ti murari in mattoni che a intervalli ravvicinati, dovevano, durante l'ultima guerra, evitare che le onde d'urto delle bombe facessero crollare la cappella. (La Cappella era infatti segnalata sul tetto affinché i piloti dei bombardieri non la colpissero). Sempre il professor Modena nel 1998 scriveva che occorreva affrontare il problema dei "massicci setti murari presenti nella cripta, addossati alle pareti laterali e alle volte, e con esse ormai probabilmente interagenti". Una possibilità molto pericolosa e che andrebbe esaminata nelle sue implicazioni. In questi giorni funzionari dell'Unesco stanno censendo i monumenti, sollecitati dal terremoto: a Padova trascureranno obbligatoriamente la cappella che a non è stata ancora dichiarata patrimonio dell'umanità: povero Giotto, che credeva di essere un grande pittore!
Il Fatto Quotidiano
5 Giugno 2012
Tutti i rischi che corre Giotto
CH
Chiara Frugoni
Il Fatto Quotidiano
La cappella Scrovegni di Padova è stata colpita dal terremoto che ha colpito la regione emiliana. Le autorità hanno assicurato che la cappella è "ok", ma ci sono diversi rischi per la sua staticità. La navata poggia sulla cripta, che è ancorata sull'anfiteatro romano, e l'abside poggia direttamente sul terreno. Ci sono crepe e fessure nella struttura, e la mancanza di messa in sicurezza sismica è un problema. La cripta è anche soggetta all'allagamento, con acqua che emerge dalla falda sottostante.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
il manifesto · 7 Feb 2012
Giotto agli Scrovegni, un affresco da salvare
il Sole 24 Ore · 4 Mar 2011
Ma l'acqua minaccia gli Scrovegni
la Repubblica · 21 Apr 2012
Padova - Dopo l'Auditorium un altro progetto mette a rischio gli Scrovegni a Padova
Il Fatto Quotidiano · 25 Lug 2012
La scossa che manda i libri in cantina
il manifesto · 9 Feb 2013
PATRIMONIO A RISCHIO - La sofferenza eterna di Giotto
il manifesto · 7 Lug 2016
PISA - Biblioteca Universitaria - Un patrimonio nella muffa
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 9 Giu 2010
ROMA - LA SUPREMAZIA DEL CUPOLONE - Che cosa fare per salvare la campagna romana dalle colate di cemento?
la Repubblica · 10 Giu 2010
Costi lievitati e boom di subappalti tutte le ombre sulle "new town"
Corriere della Sera · 11 Giu 2010
Il rischio di distruggere il Belpaese. Se il cemento seppellisce i limoni amati da Goethe
L'Arena · 12 Giu 2010
LEGNAGO. Porta Mantova sarà seppellita. Il Comune incassa il primo sì
Corriere della Sera · 16 Giu 2010
VERONA - Selci blu, io non credo all'ipotesi complotto
la Repubblica · 17 Giu 2010
Il ministro, Arcus e i costruttori la rete di favori a Propaganda Fide
Il Tirreno · 17 Giu 2010
LUCCA - La commissione finanze ritocca la vendita del complesso storico: decisioni entro il 28 giugno
Il Fatto Quotidiano · 22 Giu 2010
PROPAGANDA CRICCHE - ARCUS, Lunardi e scavi
Corriere della Sera · 23 Giu 2010
PADOVA - Park sotterraneo all'ex Foro boario Cantiere a sorpresa, residenti in rivolta
Il Tirreno · 23 Giu 2010
LUCCA -URBANISTICA. Sant'Anna boccia la nuova variante. I residenti: Porta ancora cemento.
il Sole 24 Ore · 16 Giu 2010
I comuni fanno i conti con i beni del demanio
il Sole 24 Ore · 16 Giu 2010
FEDERALISMO DEMANIALE - Sulle scelte dei comuni pesano i costi delle valorizzazioni
Il Fatto Quotidiano · 27 Giu 2010
A PARMA HANNO UCCISO LA VIA GLUCK
la Repubblica · 27 Giu 2010
Dal Borromini ai suini gli affari improbabili della Beni culturali Spa - Arcus e Ales: centinaia di milioni spesi "in deroga"
la Repubblica · 28 Giu 2010
La lobby del mattone benedetta dal Vaticano
Il Tirreno · 28 Giu 2010
LUCCA. A Lucca l'idea di un decalogo per turisti stranieri: è scontro
Corriere della Sera · 29 Giu 2010
PADOVA - Villa Vescovi, il Fai smentisce Ora tocca alla Soprintendenza
la Repubblica · 30 Giu 2010
GLI APPALTI E LA BENI CULTURALI SPA
Fonte non specificata · 3 Lug 2010
Padova nella "Tempesta" di Giorgione. Una mostra svela i legami con la città
Corriere della Sera · 3 Lug 2010
Firenze. Acidini, il compleanno a Casa Martelli arriva in Parlamento