Tra i guardasala anche il presidente: «Finanziamenti quasi azzerati. Anche così si esce dalla crisi». «Aiuti da archeoclub, «Bilancio verso l'attivo Carabinieri, Auser» e nuove iniziative». Un paio di mattine alla settimana i visitatori della Fondazione Querini Stampalia possono imbattersi nelle sale del museo in un sorvegliante in età matura, alto e distinto: si tratta del presidente dell'istituzione culturale, l'ex assessore e parlamentare Marino Cortese; altre due mattinate sono "coperte" invece da Irene Favaretto, consigliera e procuratrice di San Marco. Si tratta dei "capofila" di un centinaio di volontari che con la loro opera stanno consentendo alla Fondazione di uscire dal lungo tunnel della crisi. Sono soprattutto soci dell'associazione Amici della Querini Stampalia - spesso ex insegnanti, impiegati, professionisti in pensione - che sborsano 80 euro all'anno per potersi occupare della "loro" Fondazione, e che dall'inizio dell'anno (con la collaborazione dell'Archeoclub) si sono uniti ai volontari dell'Auser, impegnati negli stessi compiti, a cui presto si aggiungeranno gli ex carabinieri in congedo. Non sono gli unici: sulla collaborazione dei volontari si basano da tempo molte istituzioni culturali, in tutta Italia, anche se ultimamente il loro impiego è diventato fondamentale per consentirne l'esistenza stessa: ci sta puntando, ad esempio, la Soprintendenza al Polo Museale, anche se la pratica al momento è bloccata, come diciamo sotto, da un contenzioso sindacale. La task force di volontari della Querini è stata arruolata da Cortese e dal Consiglio di amministrazione per scongiurare la chiusura del museo, resa praticamente inevitabile nei mesi scorsi dal venir meno di una fetta molto consistente dei finanziamenti pubblici di cui godeva: «Il Comune che ci versava per il funzionamento della biblioteca 500mila euro l'anno - spiega Cortese - Allo scadere della convenzione noi avevamo chiesto un incremento a 700mila, invece ce li hanno ridotti a 400mila. Dalla Regione fino a qualche anno fa ci arrivavano invece 300mila euro, ora sono stati tagliati a 70mila. Ma la botta maggiore ci è arrivata dalla Fondazione di Venezia, che il primo gennaio 2011 ci ha completamente azzerato il finanziamento di 400mila euro che ci aveva fin li assicurato, per imbarcarsi nella sciagurata impresa del nuovo museo del '900 a Mestre. Insomma, nell'arco di due anni ci siamo trovati col bilancio ridotto di un terzo, a circa 2 milioni». La Querini ha reagito come tutti, con alcune riduzioni degli orari di apertura, la limitazione delle iniziative culturali, il contenimento delle spese di manutenzione, il blocco del turn over, la servizio, ma, anche col ricorso ai volontari, «che ci consentono - dice il presidente - di risparmiare 120mila euro all'anno di guardianie». Nei giorni scorsi Cortese, Irene Favaretto, l'altro consigliere Giovanni Castellani e la direttrice Marigusta Lazzari hanno convocato una conferenza stampa per illustrare - dopo i tagli - la politica di sviluppo dell'ente: che (grazie anche ad un investimento in un impianto di biomasse nel bosco di proprietà) a fine anno dovrebbe tornare al pareggio di bilancio. «Stiamo preparando le nuove guide e audioguide per il museo - dice Cortese - poi abbiamo attivato per la prima volta il servizio prestiti dei libri, anche delocalizzato a Sant'Erasmo e nelle case di riposo e negli ospedali, e stiamo completando i lavori di riqualificazione dell'immobile, finanziati con la Legge Speciale ma in parte anche con fondi nostri. Per il loro completamento, a novembre, abbiamo in mente di organizzare una festa per la città, a cui abbiamo invitato anche Napolitano; in fondo è giusto far vedere che lo Stato qui ha investito bene i suoi soldi». Da ultimo la Querini ha beneficiato anche di un'eredità, la casa e la biblioteca di Eugenio Ottolenghi. «Dopo il pareggio contiamo di riagganciare il nostro pubblico - conclude Cortese - di riportare l'apertura della biblioteca al tradizionale orario fino a mezzanotte, e di poter tornare a pagare le persone che lavorano per noi».
VENEZIA - Cento volontari salvano la Querini.
Il presidente della Fondazione Querini Stampalia, Marino Cortese, ha annunciato che il museo e la biblioteca stanno uscendo dalla crisi grazie all'aiuto di volontari e finanziamenti ridotti. Il museo aveva visto ridursi i finanziamenti pubblici di 500mila euro, mentre la Fondazione di Venezia aveva azzerato il finanziamento di 400mila euro. Cortese ha spiegato che la Querini ha reagito con riduzioni degli orari di apertura, limitazione delle iniziative culturali e contenimento delle spese di manutenzione. Tuttavia, grazie ai volontari, il museo riesce a risparmiare 120mila euro all'anno.
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