Meno di una chiesa su dieci si è salvata, nella Diocesi di Carpi. Non ci sono elementi più significativi dei numeri per fotografare quanto gravi siano i danni provocati dalle continue scosse che stanno martoriando il territorio della Bassa. E non ci sono parole più significative di quelle pronunciate ieri da don Gianni, sacerdote del Duomo di Mirandola, per rappresentare l'angoscia che attraversa in queste ore la provincia di Modena. «Nella nostra diocesi - ha detto il sacerdote parlando con i giornalisti al termine della celebrazione della messa avvenuta nella tendopoli di Mirandola - non ci sono più chiese: su 43 chiese che una volta esistevano, quelle inagibili o crollate sono 39». In pratica se ne sono salvate solo quattro. «Nella diocesi di Carpi la situazione è disastrosa - ha aggiunto don Gianni - ci conforta sapere che mentre le chiese sono crollate, quella con la "c" maiuscola, fatta dai fedeli, è ancora in piedi». Non così gli edifici. II ministero dei Beni Culturali non ha ancora quantificato i danni dal punto di vista artistico. Una prudenza che si spiega solo con l'entità del disastro e con il continuo evolvere della situazione.