E scatta l'allerta meteo: possíbili forti piogge e inondazioni 200-500-15 milioni di euro I soldi che potrebbero arrivare dall'Unione europea attraverso il fondo di solidarietà La gente è pronta a rialzarsi e prepara perizie di agibilità dei capannoni. «Ci troviamo di fronte ad una catastrofe nazionale». C'è gente che «ha perso casa» e altre «che temono di perdere il lavoro». Per questo «la Commissione Ue interverrà a favore dell'Emilia terremotata con il fondo di solidarietà». Dopo un sopralluogo nei territori del sisma insieme al Capo della protezione civile Gabrielli, il presidente della regione Erravi e il collega Antonio Trljan, la conferma arriva dal commissario Ue alla politica regionale, Johannes Hahn. La valutazione dei danni è in corso, ha precisato il commissario, «ma posso dire che se la cifra finale sarà intorno ai 5 miliardi, potremmo dare un aiuto nell'ordine di 150-200 milioni attraverso il fondo di solidarietà», a cui l'Italia aveva già attinto con 500 milioni per il terremoto dell'Aquila. Si tratta di risorse a fondo perduto per coprire i costi dell'emergenza sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. Per i danni al settore privato, dovranno essere attivati altri canali. Uno sarà probabilmente il fondo per lo sviluppo rurale. «I ministri dell'agricoltura hanno deciso di stornare il 4del fondo e di stanziarlo a favore delle zone terremotate», ha anticipato Hahn, per una cifra stimata in altri 100 milioni. Un altro canale, ma più macchinoso, potrebbe essere «la possibilità di riassegnare quel che rimane dei fondi dei programmi operativi alla ricostruzione, per una somma a due cifre». Il piccolo tesoretto (150-200 milioni certi, altri 100 probabili) va ad aggiungersi ai 2,5 miliardi che il governo italiano stanzierà sul triennio per il «pacchetto» terremoto in Emilia. Non è tantissimo rispetto ai danni, in ogni caso la gente è determinata a rialzarsi. In queste ore è tutta una febbrile ricerca di tecnici a cui affidare perizie di agibilità dei fabbricati, di capannoni integri in cui spostare le produzioni o di linee produttive da affittare. «Continuiamo a gestire l'emergenza, ma al tempo stesso lavoriamo alla ricostruzione, perché vogliamo ripartire», ha spiegato Errani. Le priorità sono «il lavoro, le imprese, i beni culturali, gli edifici pubblici e le case». In particolare il sostegno alle imprese, al turismo e all'agricoltura (un milione le forme di formaggio danneggiate) è la vera sfida dei prossimi giorni, dopo una prima mappa di oltre 500 aziende danneggiate, l5mila posti di lavoro a rischio e il fermo produttivo in distretti di eccellenza. E la conta non si ferma. Secondo una stima di Coldiretti «quasi centomila ettari di terreno tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senz'acqua a causa dei danni agli impianti idraulici». Ci vorranno «interventi per decine di milioni per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne». È l'emergenza più sentita dopo la casa: per questo si chiede un piano straordinario per il lavoro Un rischio paventato dall'allerta meteo per le prossime ore. Oggi sono infatti previsti forti piogge e temporali sulle zone del sisma, con possibili «danni a infrastrutture di tipo provvisorio» (il pensiero va subito ai campi tenda) e possibili «allagamenti di sottopassi, zone depresse e locali sotterranei». Sul punto delle politiche industriali da mettere in campo perla ripartenza economica ha parlato anche Tajani, confermando «l'impegno totale» della Commissione a sostegno del distretto industriale di eccellenza di Mirandola, e in generale di tutte le popolazioni terremotate di Emilia, Veneto e Lombardia. Un segno concreto, per Tajani, sarà «l'organizzazione del prossimo workshop europeo sui cluster nella zona di Mirandola». Proprio sul settore delle nanotecnologie l'Ue stanzierà nei prossimi anni 7 miliardi. Se si costruiscono progetti continentali c'è la possibilità di accedere a buoni finanziamenti. Un'altra idea di rilancio potrebbe essere, nel settore delle costruzioni, inserire l'Emilia Romagna «nel progetto pilota per le costruzioni verdi che rispettano le indicazioni antisismiche dell'Ue». In questo modo, ha spiegato il commissario, si potranno utilizzare «i fondi di garanzia della Bei».
MARZAGLIA (Mo) - I conti del sisma: 5 miliardi di danni.
La regione Emilia-Romagna è stata colpita dal terremoto del 23 settembre, con danni significativi alle infrastrutture e alle imprese. La Commissione europea ha annunciato di fornire aiuti finanziari per coprire i costi dell'emergenza, con un budget di 150-200 milioni di euro. Il governo italiano ha già stanziato 2,5 miliardi per il pacchetto terremoto. La priorità è il lavoro, le imprese e i beni culturali, con un focus sul sostegno alle imprese, al turismo e all'agricoltura. La regione si trova ad affrontare anche un'emergenza idrica, con oltre 100.000 ettari di terreno senza acqua a causa dei danni agli impianti idraulici.
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