ROMA. Una linea congiunge San Daniele con Pachino, passa per Barga, per la Val d'Orda, per la Valnerina. È il percorso della "Città dei sapori", che unisce oltre centoventi Comuni italiani noti per le specialità enogastronomiche e le bellezze artistiche.A due anni dalla sua fondazione, la onlus, partecipata dal ministero per i Beni e le Attività culturali e dai Comuni tipici d'Italia, e supportata dall'Università di Perugia, si è presentata ieri alia stampa rinnovata e riorganizzata. E ha dato il benvenuto ufficiale al nuovo presidente, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, eletto proprio ieri mattina. Nonostante ben trentanove siti italiani siano inseriti nella lista dell'Unesco come patrimonio dell'umanità, i turisti scelgono il mare o le classiche città d'arte. La "Città dei sapori" si propone, invece, di promuovere il turismo di qualità nei piccoli centri, famosi in tutto il mondo per i loro prodotti doc, ma snobbati dagli stranieri. Lo ha ribadito Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali con delega al Turismo.«Dobbiamo vincere una importante sfida - ha detto Bono : superare il gap tra la fama del prodotto e la poca notorietà del suo luogo d'origine». Per raggiungere questo obiettivo, ha spiegato il sottosegretario, è necessario «mettere a sistema una serie di valori» artistici, architettonici e gastronomici, «assecondando la tradizione millenaria del nostro Paese».A questo tendono le iniziative, dell'associazione, da "Terramia" (mostra itinerante nelle città estere per far conoscere luoghi e prelibatezze) al master universitario in turismo culturale. E intanto "Città dei sapori" raccoglie i primi successi internazionali: sarà presente al Salone del libro di Ginevra e in un'analoga manifestazione nella Repubblica dominicana.
Beni culturali: gastronomia e storia da scoprire nelle Città dei sapori
La "Città dei sapori" è un progetto di onlus che unisce oltre centoventi Comuni italiani noti per le specialità enogastronomiche e le bellezze artistiche. Il progetto, fondato due anni fa, si propone di promuovere il turismo di qualità nei piccoli centri, famosi per i loro prodotti doc, ma snobbati dagli stranieri. Il sottosegretario ai Beni culturali con delega al Turismo, Nicola Bono, ha ribadito l'importanza di superare il gap tra la fama del prodotto e la poca notorietà del suo luogo d'origine.
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