Gaffe del sovrintendente Broccoli: rivendica poteri in base a un articolo mai approvato del decreto su Roma Capitale Qualcuno informi Umberto Broccoli, lesile sovrintendente ai Beni Culturali del Campidoglio, che il secondo decreto su Roma Capitale - contenente, fra laltro, la ridefinizione delle competenze in materia di valorizzazione e tutela dei beni storico-artistici - è stato approvato dal governo il 18 marzo. Pubblicato in Gazzetta ufficiale il messe successivo, è ormai legge dello Stato. Circostanza nota ai più, e tuttavia ignorata dallarcheologo con la passione per radio e tv. Il quale, in un atto ufficiale con tanto di firma e numero di protocollo, si è attribuito un potere in realtà cancellato dal testo promulgato dal presidente della Repubblica. Una svista che vale una figuraccia micidiale non solo coi colleghi più alti in grado (vedi Luigi Malnati) ma soprattutto col suo datore di lavoro, quel sindaco Alemanno che vanta la riforma come una vittoria personale. Questi i fatti. Il 17 maggio, Broccoli invia una lunga circolare ai capi dei vari dipartimenti comunali, ai direttori di alcune aziende partecipate (Acea, Acea Ato2, Ama, Atac e Roma Metropolitane) e, per conoscenza, al sindaco, a cinque assessori, ai 19 presidenti di municipio. Oggetto: "Indagini archeologiche sul territorio di Roma Capitale per la realizzazione di opere pubbliche: competenze della Sovrintendenza Capitolina". In sostanza Broccoli rivendica al Campidoglio, e dunque a sé, il ruolo di effettuare tutte le verifiche e i sondaggi archeologici necessari per autorizzare qualsiasi progetto, sia esso una scuola, una galleria per il metrò, la posa di cavi elettrici. E in virtù di che cosa rivendica questa prerogativa? In base alla «innovazione apportata dallart.2 bis, comma 6 dellatto 425 della Commissione Bicamerale», scrive il sovrintendente nella circolare. Peccato che la norma citata, prevista in una prima bozza del decreto, sia stata poi modificata e definitivamente espunta dal legislatore. Il quale ha ritenuto più opportuno lasciare il compito di effettuare verifiche e carotaggi, nonché di autorizzare scavi e progetti, alla Soprintendenza statale. Anche per evitare che il controllante (la Soprintendenza capitolina) potesse far capo allo stesso ente (il Comune di Roma) del controllato (le aziende partecipate che commissionano lavori pubblici). Così limitando il ruolo di Broccoli e del suo Ufficio a quanto già previsto dal Codice degli appalti. Ma tutto questo, lesile archeologo non lo sapeva. Era rimasto allinizio dellanno. Ai lavori della Bicamerale. Non ha nemmeno sentito, dopo lapprovazione del decreto su Roma Capitale, il suo sindaco esultare.