Per ora è soltanto una preoccupazione, ma dettata dall'analisi di una situazione di certo non rosea. L'allarme lanciato dai sindacati deila Fondazione La Fenice, a margine dell'assemblea generale svoltasi ieri mattina, non va però sottovalutato. Con il taglio dei finanziamenti statali alla cultura (-13), il venire meno di quasi 1,5 milioni di euro da parte del Comune dopo il trasferimento dal Palafenice al centro storico, e il "buco" di bilancio che per il 2004 si aggira dai 3 ai 5 milioni, la realtà dell'Ente lirico veneziano è a rischio sopravvivenza. A rischio, se la situazione non dovesse migliorare, potrebbero esserci anche alcuni posti di lavoro dei 300 dipendenti, già sotto organico di 44 unità rispetto alle indicazioni del Fus, il Fondo unico dello spettacolo. Ma le loro rivendicazioni (rivisitazione della legge e dei contratti nazionali e aziendali, maggiore coinvolgimento nelle decisioni) le 4 sigle che hanno indetto la conferenza stampa, le indirizzano tutte al ministro Giuliano Urbani, "colpevole " di aver sottoposto una sorta di "ricatto": congeliamo i debiti delle 14 Fondazioni italiane (complessivamente 80 milioni di euro) a patto che ci sia l'accettazione della riforma. Il fatto è che durante gli incontri a livello nazionale sarebbe emerso che il surplus di dipendenti ammonta a quasi mille persone. «Non crediamo che un eventuale taglio - hanno sostenuto i segretari territoriali Giorgio Trentin (Cisal), Loris Brugitera (Cgil), Mauro Vianello (Cisl) e Enrico De Giuli (Uil) - possa riguardare anche Venezia che già è sotto organico, ma è una possibilità che non possiamo scartare. Il fatto è che il ministro Urbani dovrebbe ripensare l'intero sistema introducendo la defiscalizzazione degli investimenti per i finanziatori privati». Qualche vantaggio, insomma, per chi sborsa quattrini ci deve essere, dato che la visibilità dei privati è limitata. La Fenice, poi, secondo loro, rispetto ad altre fondazioni ha un passivo sprechi di cui l'attuale gestione è stata spesso accusata, non sarebbero tali. O, quantomeno, nessuno avrebbe effettivamente avuto accesso ai conti per verificare le spese per gli allestimenti. Anche se la possibilità del controllo di gestione è stata invocata da tutti.
I sindacati lanciano l'allarme al Ministro Urbani: se il sistema non verrà ripensato seriamente, saranno a rischhio lavoratori e produzioni
La Fondazione La Fenice, Ente lirico veneziano, è a rischio sopravvivenza a causa di una situazione di crisi finanziaria. Il Comune di Venezia ha trasferito i finanziamenti statali alla cultura e il Comune ha creato un "buco" di bilancio di 3-5 milioni di euro. I sindacati hanno lanciato un allarme e hanno richiesto al ministro Giuliano Urbani di ripensare l'intero sistema finanziario. I sindacati hanno anche richiesto la defiscalizzazione degli investimenti per i finanziatori privati e il controllo di gestione per la Fondazione La Fenice. La situazione è considerata grave e potrebbe comportare la perdita di posti di lavoro tra i 300 dipendenti.
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