Sul terremoto abbiamo alcune certezze. La prima è che, purtroppo, tornerà. Quasi tutta l'Italia è, più o meno, sismica. E certo lo è il Mezzogiorno. La seconda è che, quando tornerà un forte terremoto al Sud, i danni saranno terribili. E una delle vittime più massacrate sarà sicuramente il patrimonio storico e artistico monumentale. La terza certezza è che questo si potrebbe evitare, almeno in misura significativa. Se, nonostante tutto, abbiamo ancora il tessuto storico-architettonico che abbiamo, lo dobbiamo all'umile manutenzione assiduamente curata lungo i secoli. Una manutenzione che oggi è completamente trascurata: per mancanza di soldi, ma assai prima per mancanza di interesse per qualunque cosa non dia un immediato ritorno mediatico. Oggi, anzi, il nostro patrimonio è ancora più esposto di cento o duecento anni fa. Perché è abbandonato, reso malsicuro dal dissesto dei suoli, non di rado appesantito e compromesso da 'restauri' moderni. Non è, per esempio, difficile immaginare che tutto il cemento improvvidamente iniettato nelle strutture delle chiese storiche di Napoli dopo il 1980 le condannerebbe a morte in caso di una nuova forte scossa sismica. Dunque, che fare? Forse è venuto il tempo di dire che la vera Grande Opera che lo Stato dovrebbe mettere in campo per far ripartire l'economia meridionale è la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico. Sarebbe un investimento economico, sociale, intellettuale e morale. E consentirebbe anche uno straordinario risparmio: di vite umane, di monumenti e di denaro. Il fiume di denaro che da decenni continuiamo a gettare per riparare ai gravissimi danni sismici che ci ostiniamo a non voler prevenire. E, purtroppo, la quarta certezza è che nemmeno la lezione dell'Emilia servirà.
Il terremoto nell'arte
La sicurezza del patrimonio storico e artistico monumentale è una certezza. La manutenzione assidua è stata trascurata a causa di mancanza di soldi e interesse. Oggi, il patrimonio è più esposto di cento o duecento anni fa. I'restauri' moderni hanno compromesso le strutture delle chiese storiche di Napoli. La messa in sicurezza del patrimonio è un investimento economico, sociale, intellettuale e morale. Consentirebbe uno straordinario risparmio di vite umane, monumenti e denaro. La lezione dell'Emilia non servirà a prevenire i danni sismici. Il patrimonio è in pericolo e la manutenzione è necessaria per evitare i danni terribili.
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