Palazzo Viliafranca, uno dei più importanti edifici nobiliari di Palermo, risalente al Cinquecento, «potrebbe essere rovinato per diventare un albergo a tre stelle». La denuncia è dell'associazione Italia nostra, che ha presentato un'osservazione alla delibera del consiglio comunale del 15 dicembre scorso, con la quale si autorizza il nuovo utilizzo dell'immobile. «La nostra opposizione», ha detto Giuseppe Bellafiore, della sezione siciliana di Italia nostra, «non è stata ancora presa in esame al comune». Per la definitiva concessione, è però necessaria l'approvazione del decreto di variante da parte dell'assessorato regionale al territorio. L'immobile si trova in piazza del Bologna, a due passi dal municipio. Palazzo Villafranca, dopo una lunga vertenza legale, è passato al patrimonio della curia arcivescovile, grazie a una donazione da parte della famiglia Alliata. Una parte dell'edificio, il piano nobile, con due grandi tele di Mattia Stomer e la «Crocifissione» di Van Dyck, sarebbe comunque adibito a museo. Il programma di ristrutturazione dell'edificio prevede un intervento da 5 milioni di euro e il restauro dell'archivio storico e della biblioteca diocesana per una spesa di tre milioni, con un finanziamento che la curia ha già richiesto alla regione, pronta a coprire metà delle spese.