Dopo lunga attesa, e con le note riduzioni determinate in parte dal ridimensionamento finanziario dovuto allobbligo di rientro nei parametri europei e in parte dal diverso orientamento degli interventi previsti, si avvia a realizzazione un pacchetto dinterventi sul Centro storico di Napoli. A esso appaiono funzionalmente collegati altri due rilevanti interventi, sulla metropolitana e sulla realizzazione del polo fieristico nella Mostra dOltremare, secondo le indicazioni della delibera regionale 1222011. Tale collegamento, apparentemente motivato da esigenze di completamento finanziario, assume tuttavia un ruolo urbanistico significativo, se si riflette allambito di riferimento: il centro urbano degradato, la nuova rete trasportistica su ferro, larea fieristica, culturale e sportiva di Fuorigrotta-Bagnoli. Dovrebbe dunque realizzarsi un esito di riqualificazione funzionale di notevole impatto urbanistico, o almeno è quanto liniziativa congiunta delle amministrazioni firmatarie del protocollo dintesa (Regione, Comune, Diocesi, Soprintendenza ai Beni artistici) si propongono. Va tuttavia osservato che la procedura successivamente descritta negli allegati appare caratterizzata da una sequenza fin troppo articolata di passi successivi, nei quali rischia dimpantanarsi loperatività complessiva, senza che se ne intraveda, se non molto lontano, la conclusione. Già era stata costituita una Struttura Tecnica di Missione, poi articolata in Unità Operativa Grandi Progetti; a valle dellintesa occorrerà che lAutorità di gestione della Regione provveda a redigere una bozza di accordo di programma, che sarà il vero strumento amministrativo, oltre ad apprestare la documentazione da inviare al Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici e alla Commissione europea, per la definitiva approvazione e la disponibilità finanziaria; ma dal punto di vista operativo si prevedono ancora: una Cabina di regia, un Tavolo tecnico, un Organismo di aggiudicazione unitario (il Provveditorato alle Opere pubbliche), per ciascuno (?) dei gruppi di progetti. Un po troppi passaggi, in vista della necessità di provvedere velocemente alla cantierabilità degli stessi, opportunamente indicata come priorità. Quanto alle progettazioni, nulla si dice delle procedure per laffidamento delle stesse; gli enti Regione, Comune e Soprintendenza «progettano o partecipano alla progettazione», non si sa in che forma e in che misura, mentre la Diocesi partecipa soltanto. Lelenco degli edifici e complessi oggetto dintervento è in parte quello già reso noto a suo tempo, con lassenza del Palazzo Penne, sul quale si è però disposto recentemente un finanziamento a parte per la sola facciata; mancano anche le chiese di Santa Maria delle Anime del Purgatorio, San Pietro a Majella, Santa Croce di Lucca, Santa Croce al Mercato. Si aggiungono invece interventi sul complesso e ospedale degli Incurabili, sulle chiese dei Santi Cosma e Damiano, Santa Maria La Nova e Tempio della Scorziata, sulla Cappella Pignatelli, oltre ai palazzi del Monte di Pietà e Como (Museo Filangieri). Le aree archeologiche finanziate, assenti nella delibera 1222011, comprendono il Teatro, linsula (e scavi?) del Duomo, il complesso di San Lorenzo Maggiore. Segue un lungo elenco di spazi urbani, strade e piazze, nei quali si prevede, con soli 30 milioni, di riqualificare fognature e sottoservizi, sistemare aree di sosta, spazi verdi e illuminazione pubblica. Questultima iniziativa, più organica perché relativa non a interventi puntuali ma a una visione generale e dambiente, è quanto mai opportuna, ma è anche quella sulla quale unillustrazione e pubblicizzazione degli interventi previsti sarebbe quanto mai necessaria. A valle delliniziativa, di per sé meritoria e comunque dovuta, in un momento di grave crisi occupazionale, produttiva e identitaria per la città, sarebbe quanto mai opportuno trovare le forme per una più ampia consapevolezza, condivisione e serrata tempistica delle procedure, e soprattutto nellindividuare chi - oltre i soggetti firmatari, finora attori solitari delloperazione - potrà parteciparvi, sia in veste tecnica che imprenditoriale.