Investitori privati pronti a puntare su Pompei extra-moenia. È un progetto di «sviluppo sostenibile» quello contenuto nello studio di fattibilità finanziato dalla camera di commercio di Napoli e dal centro studi dell'Unione industriali. Oltre 300milioni di euro di investimenti privati, più di 5mila nuovi posti di lavoro e una ricaduta annua, in termini economici, di 300milioni di euro. Il piano per attrarre investimenti indica numeri precisi grazie anche al recupero urbanistico, all'integrazione delle reti informatiche più avanzate e al miglioramento della qualità della vita degli abitanti e dei turisti con 250mila metri quadri di parco verde, recupero del lungomare, sistemi di mobilità ecologici e utilizzo di energie alternative. Questo è il grido di allarme che dimostra come il progetto darà un taglio innovativo su Pompei e che dovrà essere attuato con la massima urgenza ma soprattutto riducendo al minimo l'impegno delle risorse pubbliche. «Il progetto prende le mosse sia dalla recente e concreta attivazione del governo per la manutenzione degli scavi archeologici sia dalla constatazione che gli oltre 100milioni destinati ai restauri non sono da soli in grado di attivare rilevanti investimenti privati nell'extra-moenia - ha dichiarato Raffaele Cercola, coordinatore del progetto e docente di economia e gestione delle imprese alla Seconda università di Napoli - Altra condizione è che nell'area esterna agli scavi non si avviino altre iniziative turistiche spontanee, ma siano inserite in un piano di marketing territoriale che definisca il mix di attività da offrire al turista, le aree da destinare al turismo e le interconnessioni necessarie». Così Pompei si mostra come un must del turismo mondiale ma al tempo stesso paradosso all'interno dello stesso panorama turistico a causa del fatto che gli scavi da lunghissimo tempo sono un attrattore unico e inimitabile ma non riescono a generare alcuna ricaduta economica e sociale per il territorio che li circonda. Quindi utili al rilancio del territorio e degli scavi sono maggiori investimenti privati mediante progetti strategici di sviluppo con interventi concentrati territorialmente e fare di Pompei un distretto turistico culturale per riscoprire e far rivivere al turista la vita, gli usi e costumi dell'antica Roma. «La chiave del successo - continua Cercola - risiede nell'acquisizione di investitori internazionali e nella scelta di strumenti di governance idonei alla sua attuazione». Il progetto è il frutto di una ricerca presentata insieme ad altri studi relativi alle reti d'impresa come strumento per la competitività e il superamento della piccola dimensione che si pone come test culturale per l'imprenditoria. Lo sviluppo di filiere industriali dell'economia del mare dove emerge l'aspetto carente della governance del porto sia riguardo all'esigenza dell'accompagnamento, sia riguardo alla messa in campo con il coinvolgimento degli operatori che alla mobilitazione produttiva ed occupazionale delle energie attuali. Infine, l'impatto territoriale dei grandi eventi e industria dei servizi correlati, in vista anche del Forum delle culture 2013 che punta alla ricostruzione del quadro urbanistico riferito ai quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli.
POMPEI - Pompei, investimenti per 300 milioni
Un progetto di sviluppo sostenibile per Pompei è stato presentato dalla camera di commercio di Napoli e dal centro studi dell'Unione industriali. Il progetto prevede investimenti privati di oltre 300 milioni di euro, 5.000 nuovi posti di lavoro e una ricaduta annua di 300 milioni di euro. Il piano di sviluppo include il recupero urbanistico, l'integrazione delle reti informatiche avanzate e il miglioramento della qualità della vita degli abitanti e dei turisti. Il progetto è stato finanziato con fondi privati e pubblici, e prevede la riduzione dell'impegno delle risorse pubbliche.
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