Nel cantiere si lavora alacremente: un piccolo esercito di restauratori, falegnami, posatori, impiantisti, progettisti, con l'obiettivo di riportare a nuova vita il monastero benedettino di San Paolo d'Argon entro la fine dell'anno, secondo il progetto di restauro conservativo sostenuto dall'accordo di programma approvato nel 2006. La struttura venne fondata nell'XI secolo e ristrutturata radicalmente nel XVI nella forma visibile oggi, con i due chiostri rinascimentali e la chiesa ricostruita dall'architetto Domenico Messi a partire dal 1684. «La difficoltà maggiore dei lavori risiede nel coniugare l'edificio storico con le nuove funzioni a cui sarà adibito, che richiedono il rispetto di normative rigide», commenta l'architetto Giuseppe Capetti, responsabile del restauro. Girare per il cantiere diventa un viaggio affascinante nel tempo, che permette di osservare come l'opera di consolidamento della struttura sia attenta al recupero di quanto è originario. Nel chiostro piccolo, in cui sono stati ripristinati intonaci e decorazioni in cotto, verrà riposato il pavimento, l'originale «rosso di Entratico», recuperato anche dal chiostro più grande, dove si è optato per una nuova pavimentazione in marmo rosa di Zandobbio, un materiale locale, in armonia con le colonne. Se il materiale è nuovo, richiama il passato la disposizione delle lastre alternate secondo il disegno originale. Ogni portale è stato smontato, restaurato e ricollocato, così come le porte lignee. E non mancano le sorprese svelate dal restauro, come la decorazione di quella che doveva essere la prima abitazione del priore nel chiostro minore, riapparsa sotto l'intonaco. Il tour permette di svelare altre particolarità, come le finestrelle che si affacciavano sulla chiesa, ora chiuse, che permettevano ai monaci indisposti di seguire le funzioni religiose senza scendere in chiesa, o il particolare soffitto in listelli di legno del '700 che, in un luogo in cui verrà ospitato il polo nautico, può far pensare alla chiglia di una nave. «Abbiamo cercato di recuperare ogni traccia del passato, a testimonianza di tutti i momenti storici vissuti dal monastero», commenta Capetti. Sorprendenti alcune soluzioni tecniche adottate per consolidare la struttura che è stata «avvolta» in fibre di carbonio e di vetro, imbrigliata con tiranti, mentre putrelle di acciaio da 20 quintali tengono «sospesi» primo piano e sottotetto per evitare il sovraccarico delle volte del piano terreno. Al termine dei lavori, previsto per il 2012 dopo uno slittamento rispetto alla scadenza della fine dello scorso anno, l'abbazia ritornerà a essere un centro culturale che ospiterà il polo formativo per la nautica da diporto promosso dalla Fondazione Ikaros. Le aule e i laboratori al primo piano e nel sottotetto sono in realizzazione, nel tentativo di essere pronti per l'avvio dell'anno scolastico 2012-2013. In un'altra sezione dell'edificio verrà ospitato il centro studi e documentazione sulle migrazioni della fondazione Museo Bernareggi. Il progetto di riqualificazione dell'abbazia - spiega monsignor Lucio Carminati, economo della diocesi - è stato approvato con l'accordo di programma firmato nel 2006 da Regione, Provincia, Comune di San Paolo d'Argon e Università di Bergamo, insieme alla diocesi e alla parrocchia, proprietarie dell'abbazia. Fondazione Cariplo, Ubi e Camera di Commercio sostengono il progetto, che richiede l'investimento di 12 milioni di euro. Tanti soggetti perché è importante e in linea con quanto già realizzato in questi anni per recuperare una struttura significativa che riassumerà la sua vocazione educativa, esercitata negli anni in cui vi si trovava il Patronato San Vincenzo di don Bepo Vavassori».
BERGAMO - L'antico monastero rinasce in acciaio e fibra di carbonio
Il monastero benedettino di San Paolo d'Argon sta subendo un restauro conservativo per riportarlo a nuova vita entro la fine dell'anno. Il progetto, sostenuto dall'accordo di programma del 2006, richiede l'investimento di 12 milioni di euro. L'architetto Giuseppe Capetti spiega che il lavoro è difficile, poiché è necessario coniugare l'edificio storico con le nuove funzioni a cui sarà adibito. Il cantiere è un viaggio nel tempo, in cui si ripristina quanto è originario. Il pavimento del chiostro piccolo verrà ripristinato con l'intonaco originale, mentre il chiostro più grande sarà pavimentato con marmo rosa di Zandobbio.
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