Rischiano pesanti danni i monumenti artistici di Sabbioneta, gioiello rinascimentale patrimonio mondiale dell'umanità tutelato dall'Unesco. Le scosse dei giorni scorsi hanno procurato crepe, distacchi di intonaci e stucchi e lesioni nelle murature. Dopo l'esito dei sopralluoghi, affidati all'architetto Christian Amigoni, esperto che ha lavorato anche all'Aquila, il sindaco Marco Aroldi ha disposto parziali chiusure ordinando la messa in sicurezza. I danni più evidenti sono nel palazzo Giardino che altro non è che la villa di Vespasiano Gonzaga, costruita tra 1577 e il 1588, come luogo dell'otium umanistico e della meditazione e dotato nella parte posteriore di un giardino, come Palazzo Te a Mantova, pur trovandosi all'interno delle mura cittadine. L'edificio presenta delle lesioni alle porte, le cui architravi in mattoni hanno ceduto e sono state rinforzate da un sistema di tubi innocenti e assi in legno per consentire il passaggio in sicurezza. I danni sono più evidenti nella più grande sala dell'edificio, la sala degli Specchi. Danni evidenti anche alla Galleria degli Antichi fatta costruire tra il 1584 e il 1586 dal duca Vespasiano Gonzaga, con l'intento di ospitare le opere d'arte che il duca tanto amava mostrare ai suoi ospiti. Il lato della galleria che parte dal Palazzo Giardino è rimasto intatto. L'altro, che evidentemente ha più risentito delle scosse, ha mostrato dei cedimenti nelle "piattabande", ovvero gli architravi in mattoni, dei finestroni. Le aperture, un metro di luce ed alti circa due e mezzo, sono stati rinforzati mentre l'arcata finale della galleria è stata chiusa al pubblico. Infine nel Palazzo Ducale, edificio riedificato nel 1560-61, il sottotetto presenta delle crepe così come pure lesioni sono state riscontrate nel piano nobile e nella Galleria degli Antenati. Il Comune ha segnalato i danni alla sovrintendenza e inviato una relazione all'Ufficio dell'Unesco, che tutela il patrimonio sabbionetano e di Mantova. «Ovviamente ora la massima attenzione è incentrata sulle situazioni ove vi sono degli sfollati e dei pericoli per l'incolumità della popolazione - spiega il primo cittadino -. Questo è evidente. Ma non appena l'emergenza sarà meno intensa, è chiaro che si dovrà anche mettere mano al patrimonio artistico della nostra città. Per questo ho già messo al corrente della situazione la Regione, nella persona dell'assessore Carlo Maccari. Vanno trovati fondi per sistemare e consolidare gli edifici. E serve agire rapidamente per evitare che le continue scosse provochino altri danni».