II giorno dopo la grande paura, come spesso accade, i danni si presentano nella loro evidenza. Il geometra Stefano Busi parla di «situazione delicata» per il Duomo di Santo Stefano, ancora una volta rimasto ferito dopo le scosse di terremoto di martedì. E l'osservata speciale,ora è la lanterna, il punto più alto. Intanto monsignor Achille Bonazzi responsabile dell'ufficio per i Beni culturali della Diocesi, aggiorna il bilancio delle ripercussioni sugli edifici sacri inserendo la chiesa parrocchiale di Piadena tra quelli rimasti lesionati; in questo caso per fortuna non in modo pesante. Busi riassume gli esiti del sopralluogo effettuato ieri mattina con Giancarlo Danese dell'omonima ditta di gru di Marcaria (Mn) per una visione più ravvicinata della lanterna, il 'cupolino' che sovrasta la grande cupola della chiesa abbaziale. «La nota positiva spiega il geometra, incaricato da don Alberto Franzini, presente ieri con don Marco Anselmi, di un sopralluogo tecnico è che quanto è stato ripristinato dopo il precedente terremoto di gennaio è integro. I problemi, però, riguardano la lanterna, da cui sono caduti dei calcinacci. Alcuni sono stati trattenuti da una rete sottostante, posta nell'intradosso della struttura. Quelli più fini sono passati attraverso le maglie cadendo a terra». Ma aggiunge il geometra, «dall'esterno abbiamo constatato oggi (ieri, nda) che c'è un pilastrino sganciato dal capitello». Occorrono degli approfondimenti ulteriori. «Bisogna vedere esattamente che cosa è successo e se ci sono rischi di caduta della lanterna», afferma il geometra. Per poter effettuare un intervento di verifica accurato, è necessario l'arrivo di una gru da 80 metri: «Il mezzo della Danese di Marcaria dovrebbe arrivare domani (oggi, nda) nel pomeriggio da Finale Emilia. Sul posto poi i tecnici dovranno effettuare una modifica per poter portare da 70-75 a 80 metri la lunghezza del braccio meccanico. Venerdì mattina poi i tecnici saliranno a controllare e a valutare bene il da farsi». Monsignor Bonazzi ritiene che «possa essere necessario un intervento di consolidamento mediante una 'cerchiatura' con fasce rigide verticali». Solo un'analisi accurata potrà però fornire le indicazioni corrette. Quel che è certo è che il duomo rimarrà chiuso al culto fino a nuovo ordine (funzioni in San Francesco). Di ogni passaggio, la curia tiene costantemente aggiornata la Soprintendenza ai Beni culturali: «L'incaricata è la dottoressa Anna Maria Bassober», spiega don Achille. Da segnalare anche la situazione di Piadena: «Sono caduti alcuni calcinacci e si sono aperte delle nuove fessure nella parrocchiale», spiega monsignor Bonazzi. Non ci sono però problemi di agibilità. Intanto, a Vho di Piadena, in via Macchi, è stato delimitato con transenne un muro di cinta dove è apparsa una crepa piuttosto consistente.