Per il momento le risorse disponibili ammonterebbero a circa trenta milioni di euro, spicciolo più, spicciolo meno. Soldi pronti subito per le due regioni più colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio: l'Emilia Romagna e il Veneto. È questo il risultato più importante comunicato ieri nella riunione che si è tenuta a Roma nella sede del ministero per i Beni culturali relativamente ai danni ai monumenti, alle opere d'arte e agli edifici religiosi e di pregio artistico. All'incontro hanno preso parte tutti i dirigenti regionali dei beni culturali delle zone colpite dal sisma, ma anche del resto del Nord Italia che, dopo le violente scosse e lo "sciame sismico" di queste settimane, stanno compilando le "schede di valutazione dei danni" nei singoli centri coinvolti dal terremoto. Un lavoro in itinere e in costante evoluzione anche per i continui movimenti tellurici. «È stata analizzata anche la situazione nel Veneto - ha sottolineato Franco Miracco, consigliere del ministro Lorenzo Ornaghi - Dobbiamo dire subito che per quanto riguarda Padova è a disposizione della Fabbrica del Santo un milione di euro, cifra concessa dal Ministero e dalla società Arcus per opere di manutenzione della struttura stanziate in un recente passato; analogamente per la chiesa di Santa Giustina devono ancora essere utilizzati 500 mila euro per opere di prevenzione e controllo. Crediamo che per le prime emergenze questi denari possano rappresentare un finanziamento importante». Discorso diverso per le vicende di Rovigo e dei paesi colpiti (Ficarolo e Calto). «Il ministero - avverte Miracco - sa benissimo qual è la situazione e provvederà nei tempi previsti. Difficile in questo momento stabilire un riparto dei fondi per la provincia polesana. Stesso discorso può essere fatto per i danni a Venezia e in provincia». E proprio sulla città lagunare, Miracco non si lascia scappare l'occasione di "pungolare" il governo sulla questione dei finanziamenti - circa 50 milioni - che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha più volte annunciato in favore di Venezia e della sua salvaguardia e che, ancora a distanza di due anni dalla loro approvazione non sono ancora finiti nelle casse del Comune. «Quei soldi - puntualizza - dovrebbero arrivare adesso per aiutare Venezia in questa nuova forma di emergenza. Questi finanziamenti potrebbero servire per avviare forme di prevenzione o di manutenzione nello spirito di quella Legge. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che ieri a margine di una riunione romana dell'Anci, ha rivendicato ancora una volta l'assenza di quei finanziamenti di Legge speciale attesi da anni, ma mai concessi.