Il Veneto dovrà dividere con la provincia di Mantova il 15 dei fondi che il governo stanzierà per riparare i danni del terremoto. Il resto andrà all'Emilia. La buona notizia per la nostra regione è che il ministero dei Beni culturali pagherà il restauro di siti di interesse artistico anche al di fuori della provincia di Rovigo, inserita dall'esecutivo Monti nel decreto di emergenza, ed edifici non di sua proprietà. Qualora si tratti di immobili importanti il cui possessore dimostri di non essere in grado di sostenere i costi necessari al recupero. E' quanto emerso dal vertice avvenuto ieri a Roma tra il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Osnaghi, il segretario regionale Antonella Recchia e i sovrintendenti regionali. «L'incontro è servito pure a definire le procedure di rilevazione dei danni spiega Ugo Soragni, direttore veneto dei Beni culturali per evitare inutili sovrapposizioni, noi direttori regionali siamo stati designati quali interlocutori unici con il ministero, le Prefetture, i vigili del fuoco, la Protezione Civile, la Regione, gli enti locali e la Chiesa. Per il Veneto sarò io a coordinare le operazioni di verifica: la prossima settimana istituirò l'Unità di crisi voluta dal ministero». Finora la direzione regionale ha acquisito da vigili del fuoco, prefetture, Protezione civile, carabinieri e Sovrintendenze le segnalazioni degli immobili colpiti, di cui ha compilato un primo elenco, corredato dal tipo di danno. La prossima settimana squadre di rilevazione nominate da Soragni compileranno le schede messe a punto da Protezione civile e dicastero interessato per la stima delle ferite al patrimonio artistico. Il risultato verrà comunicato a Roma. Intanto la direzione regionale sta operando sul campanile di Ficarolo e sulla chiesa di Calto con risorse proprie.