Sorveglianza speciale per asinelli e Garisenda A Bologna si continua a ballare, due settimane di passione tellurica a 84 chilometri di distanza dall'epicentro dell'ultimo sisma, con scosse ininterrotte che hanno fatto crepe e attentato al sistema nervoso degli abitanti. Quando poi lo sguardo sale ai quasi cento metri della Torre degli Asinelli, simbolo della città insieme alla Garisenda, vengono i brividi: sorvegliate speciali soprattutto per il traffico - qualcuno ricorda l'allarme crolli lanciato dal professor Boschi quando si paventava il passaggio del tram Civis sotto il monumento? -, ora le due torri sono seriamente insidiate da un nemico molto più potente. Gli effetti si vedono già, tanto che gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno osservato come il terremoto abbia provocato qualche differenza. Le analisi sono in corso, ma il diluvio di scosse quotidiane seguite ai due eventi maggiori e tuttora in corso, di certo scuotono i due giganti più delle vibrazioni di qualsiasi tram o filobus. Si teme che lo stillicidio di movimenti possa minarne l'equilibrio, anche tenendo conto che le torri sono state costruite nove secoli fa. Per tenerle d'occhio, i tecnici si servono di un laser. IL MONITORAGGIO Laser scanner a tre dimensioni per tenerle sotto controllo costante scanner che ricostruisce in tre dimensioni l'immagine delle due torri. Setacciando la struttura, gli esperti sono alla ricerca delle zone fragili, quelle che potrebbero essere state intaccate dal colpo di magnitudo 5.8 dell'altra mattina. Tanto più che già così Garisenda e Asinelli non sono esattamente stabili: si muovono, sia pure di millimetri, com'era già stato annotato a inizio '900, anche solo per effetto del calore del sole. Ci sono mattoni deformati dal peso e dal tempo, ci sono rientranze e rigonfiamenti, e sofferenze nei punti di maggior carico, per non parlare della pendenza. I dati delle rilevazioni compiute finora andranno elaborati, dopodiché dubbi e preoccupazioni sulla sorte delle due torri avranno una risposta. Per il momento si ragiona sui dati acquisiti, sui punti deboli messi nero su bianco già nel 2010, quando l'istituto illustrò le condizioni delle due torri in un rapporto dettagliato spedito al Comune di Bologna. Col terremoto, il timore è che le criticità aumentino, magari vanificando anche gli interventi di consolidamento effettuati negli ultimi anni. Il che non significa che la situazione sia necessariamente allarmante: gli esperti, che ci lavorano soprattutto di notte, in assenza di rumore, si dicono fiduciosi. I bolognesi del centro, che ci passano sotto tutti i giorni, incrociano le dita.
TERREMOTO (BOLOGNA) - Bologna, paura per le torri.
A Bologna, due settimane dopo il terremoto, le torri degli Asinelli e della Garisenda continuano a essere sorvegliate specialmente per il traffico. Gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno osservato che il terremoto ha provocato differenze nella struttura delle torri. Le analisi sono in corso, ma si teme che lo stillicidio di scosse possa minarne l'equilibrio. Per tenerle d'occhio, i tecnici si servono di un laser per scannerizzare la struttura in tre dimensioni. Gli esperti cercano le zone fragili, quelle che potrebbero essere state intaccate dal terremoto.
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